«Ordine di rimozione immediata delle opere alla Casina Valadier». Non è un buon momento per le sculture all'aperto a Roma. Soprattutto se piazzate in barba alle regole. Il tavolo tecnico Stato-Comune ha negato ieri il Pincio alla "Rassegna internazionale di scultura di Roma". Ieri stesso i vigili urbani hanno consegnato la diffida per il Pincio agli organizzatori, la gallerista Gloria Porcella e Lamberto Pedrecca, che hanno però incassato in extremis un sì per l'altra location del progetto: Villa Torlonia. Per oggi alle 11.30 è prevista la conferenza stampa della mostra, proprio alla Casina Valadier. Dovranno farla senza contare sul Giudizio universale in legno e resina di Camilla Ancillotto, sul Salotto di Hannu Palosuo, su un bronzo di Salvator Dati e sulle Lumache che il gruppo Craking Art, portato dalla galleria Ca' d'Oro della Porcella, ha già esposto per le strade dell'Eur. Venerdì mattina tre tir sono stati respinti ai cancelli di villa Torlonia. Gli organizzatori avevano ignorato le procedure. Il ministero Beni culturali non aveva ancora vagliato il progetto. E così sono ritornate nei depositi 21 sculture, tra cui la statua in alluminio dell'americano, legato alla galleria Ca' d'Oro, Seward Johnson (l'autore del Risveglio, rimasto per due anni oltre il permesso sotto l'obelisco dell' Eur e recentemente rimosso). Ieri la direzione regionale del Mibac, i soprintendenti statali e la Sovrintendenza comunale hanno infine dato il loro «sì con prescrizioni» alla presenza delle sculture a villa Torlonia. Il Pincio, invece, dovrà al più presto essere liberato dalla mostra.