Portare il nostro patrimonio artistico all'estero genera turismo di ritorno". Ad affermarlo è stato il direttore generale del Mibac per la Valorizzazione Mario Resca interpellato sull'opportunità di spostare le opere d'arte dalle sedi di appartenenza per esporle in luoghi diversi. È stato il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan a riaprire la questione dei prestiti durante l'inaugurazione della Venere di Morgantina tornata ad Aidone, vicino Enna, dopo trent'anni di esilio. "Questo contesto è molto bello, ma la dea deve essere conosciuta anche fuori dalla Sicilia, solo così si può valorizzarla", ha affermato il ministro ipotizzando di portare le Venere in una esposizione al Quirinale che già l'avrebbe chiesta. "Spostarla dalla Sicilia - ha aggiunto - non significa mortificare il territorio, anzi il contrario. Si potrebbe lasciarla in questi posti nei periodi di maggiore turismo e farla viaggiare nei periodi di minor flusso". Sulla pericolosità di questi eventuali spostamenti il ministro risponde che "la tecnologia moderna aiuta molto". "È una cosa assurda - ha risposto il sindaco di Aidone, Filippo Gangi -. Lo è per tante ragioni, una delle quali è che la statua della Venere non è una cosa che si può spostare facilmente. Pesa 600 chili e subisce un trauma ogni volta che si monta e si rimonta. È di materiale di tufo e quindi friabile, se la spostassimo la renderemmo a pezzi". "Per assicurarle la giusta visibilità dell'opera d'arte - ha continuato il sindaco - dobbiamo invece cercare di fare una comunicazione adatta a far conosce Aidone, collegarla in un circuito turistico che giustifichi abbondantemente un viaggio in questo posto". "Presto saremo in grado di mettere in atto un tipo di sinergia con i siti archeologici della zona e proporre un biglietto unico. Questo sarà un modo per convincere il visitatore che si reca ad Agrigento a recarsi anche a vedere la Venere di Morgantina". "Per linee di principio sono d'accordo sui prestiti - ha dichiarato Sebastiano Messineo, assessore regionale ai Beni culturali e dell'Identità siciliana -. Con le valutazioni fatte dai tecnici del Ghetty dovremmo stare attenti a prestare la Venere ed evitare trasferimenti. La statua è molto delicata. Quando l'abbiamo rimontata con i tecnici del Ghetty Museum che l'hanno riportata in Italia abbiamo capito che l'operazione è molto complicata". "La statua è divisa in tre pezzi - ha continuato l'assessore - e smontarla e rimontarla potrebbe essere pericoloso. Potremmo prevedere di garantirle la giusta visibilità mettendola in rete con gli altri siti, costruendo un grande distretto culturale che catalizzi quante più persone possibili. Dobbiamo lavorare sull'offerta turistica della zona per invogliare i turisti ad andare a vedere anche la Venere". "Quando sono arrivato al Mibac - ha detto Mario Resca, direttore generale per la Valorizzazione dei Beni culturali -. Dissi subito che il nostro patrimonio serve a promuovere le nostre bellezze e a convincere i turisti stranieri a venire in Italia. Pertanto mi sento perfettamente in linea con quello che dice Galan. Inoltre, mostrare le opere crea notorietà alle opere stesse che altrimenti rimarrebbero nei loro poco frequentati musei". "Portare il nostro patrimonio artistico all'estero - ha proseguito - genera turismo di ritorno. Non solo, quello che noi consideriamo 'normale' all'estero viene ritenuto eccezionale ed il successo è molto più ampio. Come nel caso del Trittico di Beffi, un'opera scampata al terremoto dell'Aquila, sconosciuta agli italiani e anche agli abruzzesi che esposto nella National Gallery di Washington è stato visto da 300mila persone". Un dato che dimostra l'amore e l'interesse del popolo americano per l'arte e in particolar modo per la cultura italiana. L'opera doveva restare appena tre mesi ma i responsabili del museo di Washington hanno chiesto una proroga al ministero dei Beni culturali visto il grande risultato e subito tanti altri istituti museali americani lo hanno richiesto. Proprio per questa considerazione Mario Resca ha avviato molte collaborazioni con l'estero. Tra le quali l'esposizione della Madonna di Pietranica, un'opera abruzzese restaurata dal museo italiano a New York dove ora è esposta, che andrà il 2 giugno al Consolato generale d'Italia. Con la Cina "stiamo affrontando - ha affermato - un grande sforzo organizzativo per portare un museo in piazza Tien An Men che apriremo con un evento che riguarderà l'arte nel Rinascimento". A Cuba è prevista una mostra su Caravaggio e i Caravaggeschi che verrà poi replicata anche in Brasile. Ma la questione sui trasferimenti delle opere d'arte si è scatenata da tempo, da quando lo stesso Resca, approdato al ministero dei Beni culturali propose di "portare in giro per il mondo i Bronzi di Riace". Una idea a cui si era aggiunto anche lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi secondo il quale "I Bronzi di Riace non sono affatto più fragili di altre opere e potrebbero essere tranquillamente trasportati in tutto il mondo". "Non c'è nessun motivo per trattenerle - ha spiegato il critico - e potrebbero davvero costituire un esempio perfetto del patrimonio culturale italiano. Non c'è ragione per considerarli diversi dal Satiro Danzante, dalle tele di Piero della Francesca o dall'Esercito di terracotta cinese. E non sono affatto più 'delicati'. Sono convinto che sarebbe assurdo e ingiusto costringere i Bronzi di Riace a restare in Calabria".
Sui trasferimenti delle opere d'arte
Il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha riaperto la questione dei prestiti di opere d'arte, ipotizzando di spostare le Venere di Morgantina in una esposizione al Quirinale. Il direttore generale del Mibac Mario Resca sostiene che portare il patrimonio artistico all'estero genera turismo di ritorno. Il sindaco di Aidone Filippo Gangi ha espresso preoccupazioni sulla pericolosità di spostare la statua della Venere, che pesa 600 chili e è fatta di materiale friabile.
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