In un'affollata assemblea in biblioteca l'appello dell'Archeologica. Area acquisita da un costruttore «San Lazzaro, ultimo appello per salvare il monumento». Così la Società Archeologica Comense ha lanciato un nuovo grido di allarme sulla situazione dell'antico ospedale medievale di via Rimoldi e delle sue due chiese di origine romanica, poste una sopra all'altra e con tesori nascosti, come affreschi sotto agli intonaci, evocati da Stefano Della Torre. In una affollata assemblea pubblica in Biblioteca comunale la sera di venerdì si sono anche avanzate ipotesi di soluzioni concrete d'intervento, da parte del presidente del sodalizio Cesare Piovan: al termine di una puntuale esposizione delle controversie in corso tra la precedente proprietà e la nuova acquirente, che sono attualmente in attesa di un giudizio di primo grado. L'ipotesi più plausibile è che venga costituita una cordata tra banche, associazioni e club di servizio che ceda poi al Comune quest'area. Si tratta di un auspicio, che è collegato ad altre ipotesi, una volta definita la contesa giudiziaria. Nel caso in cui vinca il nuovo acquirente, che è un'impresa edile dell'area canturina, l'augurio è che questa società ceda la chiesa per una cifra simbolica; nel caso in cui invece vinca la vecchia proprietà, una società che faceva capo a Carlo Torni, la soluzione percorribile secondo Piovan è quella di una permuta con altre aree pubbliche. Il sovraintendente ai Beni Architettonici, Alberto Artioli, ha ricordato il suo impegno a vincolare la chiesa: non soltanto con un provvedimento di salvaguardia nel 2001, ma anche con una serie di nuovi vincoli nei confronti dell'impresa edile acquirente rispetto agli indici volumetrici. «Purtroppo abbiamo dovuto restituire al Ministero 60mila euro che erano stati destinati al recupero del tetto per scadenza dei termini» ha ricordato Artioli. Quello stanziamento fece seguito a un primo intervento dopo un crollo avvenuto nel tetto della chiesa superiore nel 2003. L'assessore alla Cultura Sergio Gaddi ha richiamato la necessità di un intervento della politica: chiamandosi però fuori dal balletto di pareri dell'ufficio Urbanistica del Comune, così come evidenziati da Piovan; dal parere preliminare del 24 ottobre 2007 su un indice di edificabilità di 4 metri cubi per metro quadrato, poi negato nel novembre del 2008 e infine consentito all'impresa acquirente nel marzo 2010 2001 La Sovrintendenza ai Beni architettonici vincola l'ex chiesa di San Lazzaro, usata per tanti anni come magazzino 2003 Crolla il tetto e la sovrintendenza mette una copertura provvisoria 2005 Il consiglio comunale impegna la giunta ad acquisire il bene entro la fine dell'anno 2010 Il Comune di Como consente un'edificabilità di 4 metri cubi per metro quadrato all'impresa che ha comprato l'area