La capitale deve potenziare la capacità d'accoglienza MILANO. Roma, Londra e Parigi: tre grandi capitali europee molto diverse per quanto riguarda sviluppo e potenzialità turistici Il confronto parte da un'analisi di Banca Finnat sulle prospettive dell'industria dell'ospitalità a Roma. La capitale ha raggiunto 26 milioni di notti passate dai turisti in strutture alberghiere ed extralberghiere contro i 34 milioni di Parigi frutto dell'arrivo di 14 milioni di turisti. Per eguagliare Parigi Roma dovrebbe avere circa 3,5 milioni di arrivi in più, vale a dire quasi 3oomila persone in più alme-se, tutti i mesi dell'anno. Con 15,3 milioni di visitatori, Disneyland Paris contribuisce per circa un quarto del totale delle notti turistiche registrate: tra i 5 e i 7 milioni di notti turistiche parigine sono imputabili alla presenza del parco divertimenti. Nel confronto con le attrazioni top di Roma, il Colosseo, che è al primo posto della classifica romana, attira 5 milioni di visitatori; seguono i Musei vaticani con 4,3 milioni, contro gli 8,5 milioni del Louvre (secondo nella classifica parigina), e l'Auditorium a quota 1,1 milioni contro i 7 milioni della Tour Eiffel. Distanze enormi, ma se si pensa che Parigi con 55 musei genera un volume di 70 milioni di visitatori annuali, con 60 musei il potenziale di Roma potrebbe essere ben più alto. La differenza più rilevante tra le due città è proprio nella maggiore capacità di Parigi nel creare attrazioni di cui Roma non dispone o nel valorizzare meglio dal punto di vista economico ciò di cui anche Roma dispone, anche in misura superiore: il patrimonio culturale. Con oltre 100 milioni di notti turistiche e 25 milioni di ospiti Londra si conferma la città più globale del continente a dimostrazione che, rispetto alle due città precedenti, ha una capacità di attrazione molto più elevata. Tre le voci principali:British Museum (5,8 milioni di visite), Tate Gallery e National Gallery (5 milioni). Il fatturato generato dal complesso dell'industria dell'ospitalità a Londra produce ricchezza lorda (Pil) nell'ordine di 16 miliardi di sterline e dà occupazione diretta a circa 300mila persone. Inoltre nel 2012 si svolgeranno le Olimpiadi e la città è impegnata in uno sforzo enorme di adeguamento sia della logistica sia dell'offerta alberghiera, oltre che delle attrazioni: nuovi 17 grandi alberghi con l'offerta di 5.400 camere sostanzialmente sul segmento lusso e superior; nuovi centri commerciali e a uso misto (shopping, hotel, residenze, uffici) la cui iniziativa più importante è la London Tower; 22 nuovi treni ed estensione delle linee metropolitane esistenti; nuovi musei e un nuovo livello della Tate Gallery. «Tre grandi differenze tra Londra e Roma sul piano dell'industria dell'ospitalità - spiega Andrea Crovetto, direttore generale di Banca Finnat - sono il numero di attrazioni, la varietà di motivazioni al viaggio, soprattutto sul piano del turismo congressuale e d'affari che a Roma manca, e la quantità e la qualità della logistica: Londra ha la capacità di gestire una mobilità di un livello così elevato che al momento a Roma è preclusa. L'aeroporto di Roma ha uno dei più alti potenziali di sviluppo di tutto il continente. Roma è sostanzialmente l'unica capitale di rilievo che può potenzialmente contare su un'offerta balneare e Civitavecchia, pur non avendo un porto finalizzato, concorre con Barcellona per il primato crocieristico, il che significa una grande potenzialità da sviluppare: o con un porto più vicino alla capitale o con un migliore allestimento di quello esistente. La stessa scarsa rilevanza del peso dei congressi nell'economia romana - afferma Crovetto - e la nascita del nuovo centro congressi implica una crescita potenziale anche in questo ramo dell'industria dell'ospitalità».