g.p.) Il museo archeologico della Badia aprirà entro la fine dell'anno. Questa almeno è la volontà espressa dalla sovrintendenza ai beni culturali e soprattutto dal sovrintendente Piero Meli, impaziente di riconsegnare al territorio il museo della sua città Natale. Chiuso ormai da oltre un anno e mezzo, quando riaprirà, il museo di Licata avrà un aspetto completamente diverso dal passato. Sarà un museo moderno, tecnologicamente avanzato, non più i classici pannelli descrittivi molto nozionistici ma piuttosto, monitor Lcd, pannelli multimediali, illuminazione che valorizzi i reperti esposti. I lavori edili sono stati già conclusi, adesso sono al lavoro gli esperti della sovrintendenza, alle prese con il "piano scientifico di allestimento". "Si tratta di un lavoro delicato ma fondamentale per definire l'aspetto finale del sito - commenta l'architetto Angelo Di Franco, dirigente dell'unità architettonica e urbanistica della sovrintendenza - in pratica si tratta di decidere dove e secondo quale criterio i reperti dovranno essere esposti". Il museo di Licata sarà fondamentalmente un "museo didattico", dedicato soprattutto alle scolaresche, anche per questo motivo grande importanza viene data a questa fase di organizzazione delle sale. A lavori terminati, i visitatori potranno ammirare "gli Ori della Signora", il tesoretto di monete e ori trovato negli scavi di Monte Sant'Angelo anni fa ed esposti al pubblico solo una volta, lo scorso Natale grazie alla Banca Sant'Angelo. "Ci sarà spazio - dice Di Franco - anche per i reperti rinvenuti nelle ultime campagne di scavo e mai esposti al pubblico". 22052011