Debutta il sito Internet: online 81 km di documenti Ottantun chilometri di memorie. Come dire due terzi dell'autostrada Torino-Milano di documenti, carte geografiche, volumi storici. Tutti in un clic: il patrimonio dell'Archivio di Stato di Torino - uno dei più cospicui d'Europa - arriva oggi nello schermo del nostro computer e ci permette di entrare in un'immensa, virtuale sala di consultazione. Ammirare il Theatrum Sabaudiae, la straordinaria cartografia dei Savoia composta di circa 10 mila mappe, rivedere i fastosi progetti della loro architettura militare è come proiettarsi in una «civiltà sepolta» per i più che, oggi, diventa giacimento a disposizione di quanti vogliano scoprirlo. Perché l'Archivio di piazza Mollino, grazie all'utilizzo delle tecnologie informatiche e con l'aiuto finanziario della Compagnia di San Paolo esce, in qualche modo, dalla polvere del tempo e mette, finalmente, in rete un sapere prima accessibile a pochi. E il traguardo d'un lavoro che dura da vent'anni e che l'attuale direttore, Marco Carassi, aveva incominciato a fianco dell'instancabile, storica «zarina» dell'Archivio, Isabella Massabò Ricci: da un lustro le erogazioni private hanno permesso un'accelerazione del progetto illustrato ieri a un parterre di studiosi alla presenza del presidente della Compagnia, Angelo Benessia, il quale ha sottolineato come la «ratio» che muove le fondazioni bancarie in aiuto a istituzioni pubbliche «non sia la benevolenza o la generosità, ma la convinzione dell'utilità di tutelare beni che, più ancora che allo stato inteso come apparato, appartengono allo stato visto come collettività. Esiste, forse, bene più comune di uno messo in rete, specie all'interno d'una società nella quale si fa strada il concetto di Internet come diritto dell'umanità?». «Chi visiterà grazie alle tecnologie informatiche il nostro Archivio - ha spiegato Marco Carassi - potrà agilmente trovare documenti attraverso percorsi di navigazione lineari. Chi, al contrario, non intenderà rinunciare al fascino della "carta" potrà prenotare via Internet documenti e i volumi che gli interessano: li troverà al suo arrivo pronti per la consultazione». Esperienza all'avanguardia in Italia: fiore all'occhiello del ministero per i Beni Culturali e, nello stesso tempo - secondo la convinzione del direttore generale degli Archivi, Luciano Scala - modello al quale dovranno ispirarsi altri analoghi istituti per costruire i propri siti o per modificare quelli già realizzati in modo spesso «non convincente». La digitalizzazione dell'Archivio di Stato torinese vista da un tecnico come il professor Marco Mezzalama del Politecnico si traduce in cifre da capogiro: 3 mila miliardi di caratteri, l'equivalente di parecchie decine di milioni di libri. Dietro questi numeri una cavalcata di secoli nella forza dei grandi eventi politici, dallo Stato prima sabaudo poi unitario, arrivando sino a collezioni che disegnano il volto variegato e composito dell'industria piemontese del XX secolo. Ma la vertiginosa teoria di scaffali racchiude anche vicende di piccole comunità, biografie di famiglie, corrispondenze diplomatiche, censimenti e atti notarili, migrazioni e nascite e morti: l'ossatura d'una lunga storia che il mouse, ora, ci rende vicina, ma che tende all'infinito. Ottantun chilometri sono solo la prima tappa.