Turismo. Bernabò Bocca: «Governo disinteressato» MILANO, Un segnale di disinteresse verso un settore che invece viene indicato come strategico per lo sviluppo del Paese. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, punta il dito contro il Governo per il mancato regolamento sulla tassa di soggiorno, visto che a pochi giorni dalla scadenza del termine previsto, non arriva ancora alcuna risposta. «Sta succedendo ciò che temevamo succedesse - spiega Bocca -. In assenza di un regolamento nazionale i Comuni si stanno muovendo autonomamente. Non si capisce la finalità del gettito, la modalità di riscossione e, soprattutto, non è stata stabilita una tassa uguale per tutti. Siamo preoccupati perché sarà una giungla». Ogni Comune, aggiunge Bocca, potrà applicare la tassa nella misura voluta e, soprattutto, destinare le risorse a proprio piacimento dove è più necessario senza seguire nessuno schema predefinito e senza che un euro finisca effettivamente a sostegno del settore. I sindaci di Roma e Firenze hanno già stimato in bilancio le entrate derivanti dell'introduzione della tassa di soggiorno: circa 70-75 milioni di euro per Roma e 20-25 milioni per Firenze. «La promessa da parte del Governo - continua Bocca - era di instaurare una discussione a livello nazionale con gli operatori e gli enti locali per tentare di arginare almeno qualcuna delle problematiche emerse. Il Governo aveva 6o giorni di tempo per convocare i tavoli di discussione, ovvero la conferenza stato-comuni e altri tavoli con Federalbeghi per tentare di risolvere parzialmente la cosa. Ma a oggi nessuno di questi passaggi, che ormai sono tecnicamente irrealizzabili per questioni di tempo, è stato fatto. A questo punto dovremmo avviare 150 singoli tavoli di concertazioni con altrettanti sindaci, il che è assurdo». L'ultimo comitato di presidenza di Federalberghi, che rappresenta circa 27mila albergatori su un totale di 3unila a livello nazionale, è stato molto accesso, con una forte protesta nei confronti del Governo e dell'atteggiamento avuto. «Si parla della necessità di una politica nazionale del turismo - conclude Bocca - e invece si va nella direzione opposta. Da un lato cerchiamo di avere regole comunitarie uguali per tutti e dall'altra stiamo dando spazio ai Comuni che potranno fare ciò che vogliono. Che immagine avremo agli occhi dei turisti, soprattutto stranieri? Così com'è questa è una tassa che penalizza il settore e che diventa solo uno strumento per ripianare le finanze degli enti locali. A questo punto chiediamo o un provvedimento d'urgenza o almeno che il Governo ci dica cosa intende fare».
Tassa di soggiorno, città in ordine sparso
Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, critica il Governo per il mancato regolamento sulla tassa di soggiorno, che a pochi giorni dalla scadenza del termine previsto non è ancora stato stabilito. I Comuni stanno muovendo autonomamente, applicando la tassa in misura diversa e destinando le risorse a proprio piacimento. Bocca teme che ciò porterà a una "giungla" e che ogni Comune potrà applicare la tassa in modo arbitrario. I sindaci di Roma e Firenze hanno stimato le entrate derivanti dall'introduzione della tassa, circa 70-75 milioni di euro per Roma e 20-25 milioni per Firenze.
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