Bocciata la richiesta di sospensiva presentata dai comitati e da Legambiente Il Tar ha bocciato la richiesta di sospensiva presentata dai comitati Il Tar boccia la richiesta di sospensiva dei comitati: per il parcheggio interrato di via Rabin il «via libera» è ormai definitivo. E' l'ordinanza 798 del 2011 a scrivere la parola fine sulla battaglia di una parte di società civile per bloccare la riqualificazione dell'area dietro il Prato della Valle. Il 10 settembre la società «Parcheggio e Immobiliare Prato della Valle srl», che raggruppa i costruttori, potrà dare il via allo scavo per i 600 posti sotterranei. A presentare l'ultimo tentativo di stop, redatto dall'avvocato Ivone Cacciavillani, il comitato Memmo, Amissi del Piovego, Legambiente e Lino Ometto, residente accanto a piazza Rabin. Pronti a chiedere la sospensione dell'iter, contro il Comune e il Ministero dei Beni Culturali a cui fa capo la Soprintendenza di Padova, che dopo aver messo dei paletti ha poi approvato il progetto. Ai ricorrenti non piaceva né il si della Soprintendenza, né la convenzione fra Comune e privati perché sbilanciata nei confronti di questi ultimi. Un testo notificato anche alla società dei costruttori, pronti alla sistemazione dell'avancorpo del Foro Boario in cambio della gestione del posteggio interrato per 45 anni. Ad essere bocciata è stata la richiesta di sospensiva del progetto, primo passo «decisivo» per la bocciatura dell'intero ricorso. E' quindi praticamente certa la vittoria di Comune e Ministero. I tre giudici che hanno analizzato le carte hanno stabilito che la Soprintendenza ha agito correttamente. Ora i ricorrenti dovranno pagare 3 mila euro di spese processuali. «Valuteremo come proseguire la battaglia: la costruzione di un park interrato è scelta politicamente sbagliata», spiega Andrea Ragona di Legambiente.