La voce ha cominciato a circolare sin dal mattino, poi nel pomeriggio, unitamente alla conferma, è arrivato il comunicato ufficiale: «Da oggi (ieri per chi legge, ndr) la Sala 42 della Galleria è chiusa al pubblico per indagini tecniche che saranno condotte di concerto con la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le provincie di Firenze, Pistoia e Prato. Concluse tali analisi, la sala sarà regolarmente riaperta e potrà tornare nel consueto percorso di visita. La chiusura si è resa necessaria per motivi di sicurezza precauzionale dopo i test eseguiti su una statua». Ma cosa è successo nella bella sala in stile settecentesco degli Uffizi? Da circa un mese il personale della Galleria diretta da Antonio Natali si era accorto che una porzione del pavimento in corrispondenza di una delle 12 statue che impreziosiscono la sala si stava avallando. Colpa del peso della scultura? Forse. Comunque sia, dopo aver monitorato la situazione, ieri la decisione di chiudere la Sala 42 degli Uffizi, per le necessarie verifiche strutturali. Detta così, sembra un episodio di relativa importanza, ma la realtà è un tantino diversa perché proprio quella sala, nel 1993, fu tra le più danneggiate a causa della bomba in via dei Georgofili e, come hanno detto ieri alcuni tecnici, la malta dell'epoca vasariana potrebbe averne risentito. Un'altra corrente di pensiero, collega questi «movimenti» ai lavori che si stanno compiendo proprio nella zona nord del braccio di Ponente (dove, al secondo piano, si trova la Sala della Niobe) per la realizzazione dei Nuovi Uffizi, e in particolare agli interventi di «incatenamento» di alcune pareti che si stavano «allontanando». C'è infine un particolare ancor più incredibile: alcune settimane fa i vertici del Polo Museale hanno chiesto ai tecnici della Soprintendenza per i beni architettonici di fare un rilievo della zona compresa tra il secondo piano degli Uffizi (dove si trova la Sala 42) e il Piano Nobile perché nessuno ciò che cosa c'è all'interno di queste mura. Scoprire che ci sono «aree» degli Uffizi ancora ignote è davvero poco edificante... Senza contare che il ricordo va al novembre va al novembre del 2007, quando venne sgomberata in fretta e furia una sala proprio al Piano Nobile (durante una mostra temporanea) perché nella zona sottostante, una «voltina» stava cedendo. Allora si evitò un crollo; stavolta forse non c'è questo pericolo, ma la brutta figura è ormai acquisita.