Il primo cittadino boccia l'ipotesi paventata dal ministro Galan No ad una Venere "girovaga", data in prestito per alcuni periodi ad altri musei più importanti italiani ed europei. Il sindaco Filippo Gangi si dice contrario alla proposta accennata nei giorni scorsi dal ministro per i Beni culturali, Gianfranco Galan, nel corso dell'inaugurazione della statua. "Un'idea sbagliata, da archiviare sul nascere, la Venere di Morgantina è adesso nel suo luogo d'origine che ne documenta il contesto insostituibile, senza cui essa è come orfana, ed è qui che può ottenere la massima valorizzazione", spiega il primo cittadino aidonese. "La preziosa, ma delicata, statua di culto non si può spostare a piacimento, pena stress e danni fisici irreparabili per l'integrità del reperto, come non si stanca di far osservare il professore Il sindaco Filippo Gangi Malcolm Bell, dell'università della Virginia, tanto che il Presidente della Repubblica aveva rinunciato alla prevista sosta al Quirinale al momento dell'arrivo in Italia della statua, prefiggendosi di venire ad ammirarla ad Aidone, circostanza, quest'ultima, confermata dal suo consigliere per la conservazione del patrimonio artistico, il professor Louis Godart", ricorda Gangi. "Un territorio non può essere scippato due volte - continua Gangi - la seconda paventata, addirittura, da parte dello Stato, sarebbe più odiosa della prima da parte dei tombaroli e commercianti senza scrupoli". Già all'indomani dell'arrivo della statua ad Aidone il neo ministro Galan si era reso protagonista di una prima polemica che non aveva certo attirato le simpatie dei vertici comunali e regionali. L'ex governatore del Veneto, esponente di punta della Lega Nord, si era interrogato sull'opportunità di aver portato la Venere nell'entroterra siciliano, in luoghi difficilmente raggiungibili dai turisti, richiamando l'esempio dei Bronzi di Riace.