Istituita l'area archeologica con una norma regionale dopo anni di degrado e rifiuti ACERRA. Parco di Suessula, dopo quattro anni la Regione dà il via libera. L'ufficialità del riconoscimento del profilo regionale del parco urbano denominato «Antica città di Suessula» viene dalla pubblicazione del 16 maggio sul Burc della delibera istitutiva. L'area protetta - al confine con Maddaloni e Marcianise e a poche centinaia di metri dal termovalorizzatore - si estende per 438 ettari e comprende l'antica città osco-etrusca di Suessula, numerose testimonianze (come la Casina Spinelli) e di architettura rurale (mulini, vasche perla canapa). Inoltre, l'area del Parco è attraversata da antiche sorgenti e corsi d'acqua: il Riullo e il Mefito. Un primo finanziamento di 5 milioni di euro da destinare all'acquisto della Casina Spinelli è previsto nell'ambito delle compensazioni ambientali recentemente confermate dal governo perla realizzazione dell'inceneritore. «È la cosa più importante per un territorio martoriato e mi auguro che in tempi brevi, massimo un armo, possiamo essere pronti a gestire questa opportunità di sviluppo e di tutela dell'ambiente», spiega il sindaco Tommaso Esposito. Gli atti deliberativi propedeutici alla istituzione del Parco di Suessula erano stati definiti dalla scorsa consiliatura e dall' amministrazione guidata da Espedito Marietta nonchè in forza di un finanziamento di 150mila euro ottenuto dall'ex senatore Tommaso Sodano nel 2007. Quattro lunghi anni durante i quali sono ricominciati i lavori di scavo dell'antica città sepolta sotto la campagne di «Calabricito» per poi interrompersi dopo pochi mesi per mancanza di fondi. E solo pochi giorni fa, dopo le numerose sollecitazioni da parte dell'attuale primo cittadino Esposito ecco che la giunta regionale presieduta da Stefano Caldoro dà il via libera all'istituzione del parco. Le campagne di scavo in contrada Calabricito al confine con Maddaloni e Marcianise, nel Casertano, ripresero dopo un secolo nel 1999. Finora sono stati portati alla luce parte del foro romano, alcuni edifici pubblici che per il docente universitario Luca Cerchiai «non hanno nulla da invidiare a quelli di Pompei».