MIRANDOLA. Dopo la richiesta del ministero dell'Ambiente di presentare ipotesi alternativi al tracciato scelto dalla Regione e dai Comuni dell'Area Nord, per la futura autostrada Cispadana arrivano altre critiche dal ministero dei Beni Culturali. Dopo il richiamo del dicastero dell'Ambiente che chiedeva un progetto alternativo arriva la bocciatura anche dai Beni Culturali. «La Cispadana costituirà una alterazione del paesaggio della pianura padana, indipendentemente dalla presenza o meno di aree e immobili tutelati». Il progetto preliminare è «privo di un adeguato studio paesaggistico», i caselli proposti sono troppi e mal posizionati, così come le opere complementari previste. Così il semaforo rosso del Ministero dei Beni Culturali all'autostrada. La Soprintendenza di Modena in una sua nota evidenzia che il tracciato «non detiene i caratteri tipologici di un'autostrada, rettilinea e a distanza adeguata dai centri abitati. L'attuale tracciato mostra una palese tortuosità del percorso, non si coordina a strade già esistenti ed è interno a centri abitati come Mirandola». La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Ministero ha inviato alla Regione un secondo parere di competenza che evidenzia problematiche finora trascurate nel progetto preliminare al vaglio della Conferenza dei servizi. Progetto, come si ricorderà, "assemblato" ieri senza una vera e propria sottoscrizione vincolante, in quanto da una parte il Comune di Finale (che ha chiesto il casello al polo industriale) non ha firmato la "liberatoria" e gli altri Comuni (che non vogliono il casello a Finale, ma in campagna tra Rivara e Massa) hanno sì ricevuto rassicurazioni dell'accoglimento delle loro istanze, ma per verificare in concreto l'impegno che si è assunta la Regione (e in qualche modo Autobrennero che costruirà) dovranno attendere il progetto definitivo. Mercoledì, poi, come noto, da Roma era arrivata l'architetto Raffaella Borzi del Ministero dell'Ambiente che per conto della Commissione di Via nazionale (che dovrà esaminare il progetto) ha anticipato l'impossibilità di accogliere il tracciato avallato anche dai Comuni senza un previo confronto con l"opzione zero" (nessun tracciato) o tracciati alternativi. Ora si scopre che un altro Ministero ha messo in mezzo all'autostrada lo stesso paletto che da settimane denunciano molti tra comitati e cittadini: «Lo studio paesaggistico - manda a dire il direttore regionale del ministero, architetto Carla Di Francesco - dovrebbe essere veramente preliminare all'individuazione delle caratteristiche e della collocazione di ogni nuovo progetto, specie di così ampio respiro». Come dire che finora si è fatto tutto al contrario. Nelle prescrizioni preliminari, il Ministero chiede comunque «coerenza del tracciato con il paesaggio circostante, e, ogni volta che sia possibile, con l'orditura della parcellizzazione agraria». Poi si denuncia l'andamento «planialtimetrico dell'opera, tenuto conto che il rilevato stradale proposto (ad un'altezza superiore ai 2,5 metri per il 39 del percorso) costituisce barriera ed impedisce per lunghi tratti visioni importanti sia sul paesaggio storico culturale che sui valori di visuale più ampi». E' il caso di San Possidonio, che sarà circondata da un "muro" (con l'aggiunta di problemi idraulici). Un problema peraltro denunciato anche dall'ing Farina di Oikos (consulente dei Comuni) che ha criticato come il progetto consideri "a raso" gli altri tratti dell'autostrada, in realtà alti fino 2,5 metri. La relazione poi segnala come anche la progettazione delle strutture principali (ponti, viadotti, caselli.) incide «fortemente sul paesaggio, per l'inquinamento visivo, le mutazioni dell'aspetto fisico e percettivo delle immagini...». II Ministero chiede tra l'altro di evitare il taglio «dell'ansa del Panaro, rimodulando il tracciato». Poi c'è la questione caselli e aree di servizio. II giudizio è netto, ad esempio sui caselli: «Numerosi, a poca distanza e con scarsa utenza, in relazione al fatto che la creazione di tali svincoli risulta un elemento di forte attrazione del popolamento delle infrastrutture di collegamento, scardinando l'assetto rurale e viario consolidato, e generando un effetto di moltiplicazione degli insediamenti, specialmente di tipo artigianale-industriale e commerciale». Proprio quello che sperano i sindaci e quanti si sono accaparrati le aree in questione. Ma per il Ministero la soluzione logica è un'altra: «Collocarli in prossimità di zone artigianali-industriali esistenti». II messaggio per la Bassa è chiaro.
Autostrada Cispadana: due ministeri stoppano il tracciato
Il progetto di autostrada Cispadana è stato criticato dal Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici. Il tracciato scelto dalla Regione e dai Comuni dell'Area Nord è stato considerato come un'alterazione del paesaggio della pianura padana e non rispetta i caratteri tipologici di un'autostrada. Il Ministero ha denunciato problemi di visibilità, inquinamento visivo e mutazioni dell'aspetto fisico e percettivo delle immagini. Inoltre, il Ministero ha richiesto di evitare il taglio dell'ansa del Panaro e di ridurre il numero e la distanza dei caselli. Il progetto è stato considerato come un'opzione "zero" o come alternative tracciati.
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