Il Mav di Ercolano, museo virtuale unico nel suo genere, va a gonfie vele per numero di visitatori ma è a rischio. I finanziamenti di Regione e Provincia rallentano. ERCOLANO. Rappresenta una struttura di eccellenza dal punto di vista tecnologico, continua a macinare dati positivi in termini di incassi e presenze, ma rischia un serio ridimensionamento a causa della mancanza di adeguate risorse economiche. Il Mav di Ercolano, il museo archeologico virtuale che l'anno scorso ha registrato quasi 60mila paganti ( 20 rispetto al 2009) e decine di mostre ed eventi che hanno accolto almeno 40mila visitatori, rischia di piombare in una profonda crisi finanziaria. Per non dire di recenti atti teppistici e un tentativo di furto che provocarono il ferimento di una guardia e che hanno fatto temere per la sicurezza della struttura: il Mav è nel cuore di un quartiere difficile. A pesare sul futuro della struttura di via IV Novembre è l'incertezza sulla conferma dei contributi da parte di Regione e Provincia che, insieme al Comune di Ercolano, sono soci nella Fondazione Cives che gestisce il museo. «Ad oggi - spiega il direttore del Mav, Ciro Cacciola - sappiamo solo che la Regione non ha confermato in bilancio il contributo di 200mila euro in favore della struttura. Neanche dalla Provincia, che l'anno scorso ha stanziato 300mila euro, ha dato alcuna certezza sul suo impegno per l'anno in corso: sarebbe un peccato ridimensionare una struttura che rappresenta un gioiello unico al mondo». In meno di tre anni (il Mav è stato inaugurato nel luglio del 2008), il museo è diventato un punto di riferimento per le migliaia di turisti che visitano Ercolano, ottenendo riscontri positivi anche in giro per il mondo, come ad esempio al Forum delle Culture di Santiago del Cile: «Nonostante crisi economica ed emergenza rifiuti - commenta Cacciola - i dati del Mav sono in costante aumento. Purtroppo, l'esperienza insegna che le strutture culturali vanno in difficoltà senza il contributo pubblico. Dal punto di vista gestionale questa struttura rappresenta un esempio virtuoso: mentre gli altri musei si autofinanziano in media per l'8 dei costi, il Mav lo fa per il 35. In tre anni il museo archeologico virtuale potrebbe diventare autosufficiente, ma senza fondi dai soci pubblici si rischia il ridimensionamento». La scheda 5mila In questi giorni, i vertici del May hanno avuto vari incontri con l'amministrazione comunale per discutere di questioni burocratiche relative ai pagamenti Tarsu e di altre imposte locali. In questa sede, tuttavia, si è anche parlato del futuro del Mav: «Stiamo lavorando per riunire intorno a un tavolo tutti i soci - confida Nino Daniele, ex sindaco di Ercolano e presidente della Fondazione Cives - per convincerli a confermare i contributi. Mollare ora significherebbe perdere potenzialità di sviluppo per una struttura che ha ampi margini di crescita». Il Comune, intanto, conferma il suo impegno a sostegno del Mav e auspica che la crisi finanziaria possa rientrare in tempi brevi: «Il museo archeologico virtuale - dice il sindaco Vincenzo Strazzullo - è un fiore all'occhiello di questa città. Faremo tutto il possibile per evitarne il ridimensionamento».
Ercolano. Mav, pochi fondi e troppi teppisti
Il Mav di Ercolano, un museo virtuale unico, registra un aumento dei visitatori e dei pagamenti, ma rischia di ridimensionarsi a causa della mancanza di fondi. La Regione e la Provincia hanno confermato solo in parte i contributi, mentre il Comune di Ercolano sostiene il museo. Il direttore del Mav, Ciro Cacciola, ha espresso preoccupazioni per il futuro della struttura. Il museo ha registrato 60mila paganti l'anno scorso e decine di mostre ed eventi con 40mila visitatori. La crisi finanziaria potrebbe portare al ridimensionamento della struttura. Il Comune di Ercolano e la Fondazione Cives, che gestisce il museo, lavorano per convincere i soci a confermare i contributi.
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