Il sindaco Giorgio Orsoni in municipalità insieme al vice e sette assessori Sono stati spesi molti soldi dei veneziani, ora il Governo deve intervenire LIDO. «Entro fine mese prenderemo una decisione definitiva sul Palacinema. E a giorni chiederemo un confronto col ministro Galan. Forse in molti qui dentro sul nuovo Palazzo del cinema vorrebbero sentirsi dire che abbiamo scherzato, ci si sveglia dal sogno o, forse, dall'incubo. Ma non è così. Perché sono stati già spesi parecchi soldi. E di tutti i cittadini veneziani». Il sindaco, Giorgio Orsoni, ieri sera al consiglio di municipalità del Lido e Pellestrina, è stato parecchio abbottonato sul futuro della nuova opera. In aula un centinaio di persone e due "tifoserie" opposte: da una parte il coordinamento delle associazioni ambientaliste, che vorrebbe chiudere la voragine in lungomare Marconi, dall'altro l'associazione «Vivere il Lido», con commercianti e imprenditori che credono nel progetto. Nel mezzo la municipalità che si è espressa chiaramente con la volontà che il palazzo vada avanti seguendo il più possibile il progetto originario (parole dell'ex presidente Gusso e dell'attuale vice Bodi). Anche se poi il consigliere Bernardo Lancia (Italia dei Valori) ha puntualizzato che una parte politica non è d'accordo. Orsoni è sbarcato al Lido con il vicesindaco Sandro Simionato e sette assessori della sua giunta (Bergamo, Panciera, Ray, Maggioni, Ferrazzi, Filippini, Agostini) e con il vicedirettore generale di Ca' Farsetti, Luigi Bassetto. Dieci i punti all'ordine del giorno, presentati dal presidente Giorgio Vianello, che hanno offerto una panoramica troppo vasta da approfondire: dalla nuova «porta d'acqua» al distretto sociosanitario, dal Mose alla sicurezza stradale e ai trasporti. Peccato che sul ruolo della municipalità il confronto si sia attardato per 45 minuti: quando si è arrivati ai temi di maggior interesse per la gente molti se n'erano già andati. Sul Palacinema Orsoni è stato chiaro correggendo anche alcuni consiglieri del centrosinistra. «Sono soldi di tutti - ha detto Orsoni l'Ulss non ha fatto una donazione al Comune ma ha venduto l'ex ospedale al mare. Si tratta di un'opera che doveva essere inaugurata per il 150. dell'Unità d'Italia. Ad oggi Stato e Regione si sono impegnati per 40 milioni di euro su un'opera di circa 100. Il resto l'ha fatto la città. Ci sono solo due strade: il governo dovrebbe intervenire e mettere i soldi che mancano, oppure si dovrà ridimensionare il progetto o pensare a qualcos'altro». Sugli altri temi Bergamo e Maggioni hanno preannunciato che giovedì prossimo verrà presentato in giunta il progetto preliminare di riqualificazione del piazzale di Santa Maria Elisabetta. L'intervento comprenderà l'intero Gran Viale. Via ai lavori in autunno, anche di notte. Scintille, invece, sul tema dei trasporti tra il vicepresidente Andrea Bodi e l'assessore Ugo Bergamo. Quest'ultimo ha preannunciato un piano di razionalizzazione delle linee "avvallato" dalla municipalità. «Nessun avvallo - ha ribattuto Bodi - del piano autunnale siamo all'oscuro».