«Non dobbiamo lasciare crollare nulla, o peggio abbattere per ragioni di sicurezza», è il monito dell'architetto Vincenzo Pavan, «perché ci sono sistemi di puntellamento e consolidamento che possono essere adottati per evitare i crolli e avviare il restauro in sicurezza. E poi perché essere costretti a fare un lavoro in copia quando è possibile avere l'originale?». Anche gli interventi successivi meriterebbero una trattazione a parte e Pavan, docente all'università di Ferrara, studioso dei linguaggi dei materiali costruttivi, organizzatore da trent'anni, per musei ed enti pubblici, di convegni e mostre di architettura, avrebbe le carte per farlo. Ma nell'emergenza di una montagna che crolla formula intanto le sue proposte: «Facciamo una campagna per far conoscere quanto la Lessinia conserva; coinvolgiamo tecnici, università, soprintendenze per formare professionalità adatte a operare in queste zone; imponiamo l'adozione di regolamenti comunali meno aleatori degli esistenti». Pavan propone un progetto di salvaguardia da sottoporre alla Soprintendenza per il vincolo monumentale a una quarantina di edifici simbolo e propone la nascita di un gruppo di studio che sottoponga a tutela gli esempi più belli di architettura rurale. Infine aggiunge: «I Comuni adottino, recuperandoli, alcuni edifici più significativi, cercando accordi con i proprietari per l'acquisto o l'utilizzo in comodato». V.Z.
VENETO - I Comuni adottino le strutture
L'architetto Vincenzo Pavan, docente all'università di Ferrara, ha proposto un piano per salvare la Lessinia, una regione montuosa in Lombardia, da crolli e restauri in sicurezza. Pavan suggerisce di adottare sistemi di puntellamento e consolidamento per evitare crolli e di coinvolgere tecnici, università e soprintendenze per formare professionalità adatte a operare in queste zone. Ha anche proposto un progetto di salvaguardia per una quarantina di edifici simbolo e la nascita di un gruppo di studio per tutelarli.
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