Si attende da 10 anni il nuovo Ppo per riprogettare l'isolotto di domani. E intanto il degrado cresce Il rilancio deve passare dai privati ma senza speculazioni Un'attesa lunga dieci anni per il Piano particolareggiato che detterà le linee dello sviluppo dell'isolotto. Parliamo del Piano particolareggiato di Ortigia (il famoso Ppo) la cui prima stesura risale al 1978. La bozza dello schema di massima del nuovo Ppo, dopo un lungo iter, è stata approvata in Consiglio comunale nel 2008. Ma da allora si attende che essa venga definita per la discussione ultima in aula e, quindi, per la sua applicazione. Il Piano nasce per risolvere le condizioni di degrado urbanistico ed edilizio di Ortigia, aggiornando e adeguando il preesistente piano Pagnano e ponendosi come primario obiettivo ripopolare l'isolotto con i suoi residenti dopo la diaspora degli ultimi trent'anni. Ma non solo. Il Ppo è uno strumento fondamentale anche sotto il profilo socio-economico. L'isolotto di Ortigia, infatti, merita un'attenzione peculiare tanto da essere oggetto, ormai da trent'anni, di una legge speciale ad hoc che ha fatto sì che l'isola fosse protagonista di una pioggia di soldi pubblici spesi, con più o meno oculatezza, per il rilancio del centro storico. Un rilancio a cui però non è stato affiancato dalla politica, nel senso puro del termine. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il salotto buono dell'isola, con le sue meraviglie esaltate da restauri e manutenzioni, da una parte, e, dall'altra parte, gli scenari di degrado alle sue spalle. Giudecca e Graziella in primis soffrono un nuovo abbandono dopo le illusorie speranze dei decenni passati. Dopo le aspettative legate all'università, oggi in fase di decadimento, al contrario dei fasti degli anni scorsi, mentre tanti corsi non ci sono più. Così le buone intenzioni di recupero degl'isolati più popolari sono rimaste in nuce, ad eccezione degli alloggi studenteschi della Graziella, inaugurati in pompa magna da ministro e deputati vari, e quelli in via di completamento alla Giudecca, dove sarebbe dovuto sorgere il campus accademico che oggi servirebbe solo alla facoltà di Architettura. Non tutto è nero, certo. Che Ortigia sia stata protagonista di una rinascita è indubbio: tanti i restauri che si sono susseguiti e che hanno ridato lustro a palazzi storici in abbandono. Il volto dell'isolotto è cambiato, migliorato, rivalorizzato. Dalla nuova pavimentazione di piazza Duomo alla nascita di piazza Minerva al restauro di grandi edifici storici da via Maestranza a via Roma. Ma è indubbio pure che la rinascita si è fermata: chiese restaurate e mai aperte, palazzi ristrutturati e dimenticati, fondi pubblici sprecati, occasioni perdute. Oggi l'importanza di un piano urbanistico è intimamente legata all'urgenza di chiarire quale sia la strada da intraprendere per il futuro di Ortigia. I progetti per completare le incompiute ci sono ma restano nei cassetti dell'amministrazione comunale come, solo per citarne alcuni, quello del ponte dei Calafatari, seriamente a rischio strutturale, o quello della riqualificazione dell'area del Talete: l'ecomostro costruito con il benestare di politici e Soprintendenza che deturpa la veduta del Lungomare e non assicura nemmeno la sua funzione: il posteggio sicuro. Parlare di Ppo e di futuro significa anche parlare di vivibilità. Lavorare per assicurare il ritorno dei residenti nell'isolotto vuol dire innanzitutto garantire i servizi: parcheggi, trasporti, agevolazioni per la ristrutturazione e l'ammodernamento delle case. Tutti punti che sono alla base del nuovo Ppo a cui il Comune sta lavorando e il cui diktat è, o dovrebbe essere, il ripopolamento del centro storico. Infine il domani di Ortigia deve passare anche dai privati, vista la penuria di fondi pubblici. Ciò non significa agevolare le speculazioni, come è anche accaduto in questi ultimi anni, ma attrarre investimenti e, quindi, completare i restauri di edifici degradati e mettere in moto una nuova economia con l'apertura di attività commerciali consone al centro storico e alla sua vocazione turistica. 20052011
SICILIA - Ortigia e il futuro che (forse) non c'è.
Il Piano particolareggiato di Ortigia (Ppo) è stato approvato nel 2008, ma non è stato ancora definito. Il Ppo è stato creato per risolvere il degrado urbanistico ed edilizio di Ortigia e per ripopolare l'isolotto con i suoi residenti. Il piano è anche importante per il profilo socio-economico, poiché l'isolotto merita un'attenzione speciale. Tuttavia, il rilancio del centro storico non è stato accompagnato dalla politica, e il risultato è un contrasto tra la bellezza del centro storico e il degrado delle aree circostanti.
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