Le vecchie norme consentivano di preservare un patrimonio che deve rimanere pubblico "Un pezzo importante della nostra economia non poteva essere ignorato" Uno stralcio per prevedere sanzioni anche più alte di mille euro per i trasgressori Norme più severe contro il lavoro nero e una maggiore attenzione ai controlli. Lassessore Michele Pelillo presenta la nuova ordinanza sulle spiagge che dopo anni di rigore apre ai gestori degli stabilimenti balneari: "Un pezzo importante della nostra economia che non poteva continuare ad essere ignorato". Ma dopo la polemica sollevata da Repubblica e cavalcata da esponenti del mondo politico e ambientalista la Regione ha corretto il tiro. «Anche se sulle questioni fondamentali della legge come la tutela dellambiente e dei bagnanti non cè mai stato alcun passo indietro da parte nostra», ha esordito lassessore. Gli aggiustamenti riguardano innanzitutto il lavoro nero. Le sanzioni contro gli stabilimenti balneari sono state eliminate dallordinanza perché - ha sostenuto il settore Demanio - non coerenti con un simile provvedimento e ridondanti con la legge regionale 17 del 2006 che regola lintera gestione del litorale pugliese. In questo lavoro di semplificazione effettuato con il contributo di balneatori e associazioni ambientaliste sono sparite però le sanzioni pecuniarie. Una multa da mille euro per i gestori sorpresi a utilizzare dipendenti in nero che, in caso di reiterazione, costava loro la decadenza della concessione. Ma lassessore Pelillo si dice adesso disponibile a reintrodurla, rafforzandola nella sostanza e nella forma. E già pronto un emendamento alla legge 17 del 2006 che preveda sanzioni anche più alte di mille euro per i trasgressori. Si tratterebbe di uno stralcio rispetto a un progetto di riforma complessivo del settore che Pelillo vuole portare in consiglio non appena il Governo nazionale approverà il decreto attuativo del federalismo demaniale che trasferisce alle Regioni i poteri sulle coste. Lassessore al Demanio sottolinea limpostazione ambientalista del provvedimento: «Pur facendo alcune concessioni ai balneatori abbiamo introdotto due novità a tutela dei bagnanti: innanzitutto lo spazio destinato allesclusiva balneazione è stato esteso da 150 a 200 metri. Poi abbiamo ridotto i decibel di musica consenti per quattro ore al giorno anziché per due». Ma Pelillo ha in serbo anche unaltra mossa per rispondere alle polemiche sollevate dagli ambientalisti, con Maurizio Manna di Legambiente, hanno parlato di una carenza di controlli. «Scriverò una lettera a tutti i sindaci pugliesi - annuncia Pellilo - e inviterò loro a effettuare maggiori verifiche lungo le coste che ricadono allinterno del loro territorio. Non ci sono abbastanza controlli, non solo sulle aree concesse ai privati ma anche nei tratti di costa libera. Non bisogna abbassare la guardia». Ma il sindaco del più importante Comune pugliese, Michele Emiliano, ha rotto sul nascere ogni possibile tentativo di collaborazione, criticando lordinanza balneare. «Non condivido questo provvedimento - ha denunciato su Facebook il primo cittadino di Bari - sono state abolite norme che consentivano di preservare un patrimonio che deve rimanere pubblico anche se affidato a privati. In più questo provvedimento non è stato concordato con i sindaci delle principali città balneari della Puglia e questo è gravissimo». Alcune critiche erano state sollevate ieri dal capogruppo di Sel che aveva parlato di "ennesimo passo indietro sulle tematiche ambientali" dopo quello per il piano casa. A Michele Losappio ha replicato ieri lassessore al Territorio Angela Barbanente: «Le recenti proposte di modifica non smentiscono affatto limpostazione originaria delle norme regionali, finalizzata a cogliere lopportunità per offrire sostegno al settore edilizio mediante interventi tesi a migliorare la qualità architettonica, ambientale e paesaggistica delle città e del territorio». Sullordinanza sono arrivati giudizi positivi da parte di esercenti rappresentati da Michele Caizzi della Sib Confesercenti: «Finalmente siamo stati ascoltati - ha detto - sulle spiagge noi non siamo la controparte ma i primi ad essere interessati alla tutela della costa».