Il soprintendente: rifiutata l'apertura all'Est. E il Comune privilegia i bagnanti rispetto a Miramare Nel 2014 le iniziative per il centenario della Grande Guerra, ma il museo de Henriquez è chiuso TRIESTE. È arrivato un anno fa, fresco di concorso, felice, pronto a lavorare molto. Il ministero deve aver captato la vocazione, perché il soprintendente ai Beni artistici, storici ed etnoantropologici, il veneto Luca Caburlotto, adesso «soprintende» oltre che al Friuli Venezia Giulia anche a Verona, Vicenza, Rovigo, Venezia-provincia, Padova, Treviso e Belluno. Corre tra gli uffici del poco pagato doppio «interim», «un massacro» afferma. Ma si corregge subito: «Lo dico col sorriso». Meno bene va con Trieste: «Città votata al suicidio». Anche secondo lei Trieste ha un sistema di musei su schemi di 50 anni fa? La direttrice del Museo Revoltella ha perfettamente ragione. Ma prima di tutto vorrei dire che sono molto contento di lavorare a Trieste, e in Friuli Venezia Giulia. Ci sono arrivato "vergine", mi sono sentito libero di fronte a ciascuno, senza vincoli di alcun genere. Ribelle perfino a Berlusconi sui colibrì di Miramare. La storia dei colibrì è tipica. E non è priva di valore simbolico circa le malversazioni che sia lo Stato (la Soprintendenza che ha tollerato una situazione di abusivismo ora sotto inchiesta) e sia la città hanno fatto a un bene storico. Su quelle serre abusive ci sono tre targhette: ministero dell'Ambiente, Comune di Trieste, Fondazione CRTrieste. La rete di sinergie tra enti e con i privati qui si è dispiegata in negativo, su fatti penalmente rilevanti. E lei ha fatto denunce. Ma guardi che è tutto così, Miramare per Trieste è solo una vacca da mungere. Mi scuso per l'esempio, ma ai triestini non interessa nulla del posto, solo mungere, solo usare. Si prende la fama e non restituisce, intende? Certo, per il bivio da sistemare, e dove poter risolvere l'annosa questione dei parcheggi, si è fatta una riunione solo perché ho interpellato la Prefettura. Un tecnico del Comune ha risposto: "Non posso dir niente, è un problema politico". Dunque quattro bagnanti di Barcola sono il problema politico di Trieste e Miramare no? È una vergogna, è indecoroso. Ho chiesto la navetta con la città, l'assessore alla Cultura mi ha risposto: "No, crea traffico". In questo caso mi arrangerò da solo, coi privati. Ho proposto il biglietto unico castello-musei: risposte zero. Ma vadano a quel paese. Un anno duro, pare. Miramare è un bene di tutti, o no? Io non guardo alla politica, mi sto creando una rete di relazioni interessanti. Faccio "cene carbonare", e ascolto. Scopro che il mio interesse di aprire le città a Est, a Slovenia, Croazia oltre che all'Austria, qui è rifiutato. È il territorio elettivo di Trieste, ma chiunque proponga idee in tal senso trova ostacoli. Pigrizia o vera ostilità? Io vedo una città suicida. E così viene percepita da fuori. Se rifiuti il tuo bacino naturale di cultura e anche di turismo, non puoi pensare che tutti pensino solo a te. A Roma Trieste è vista come località periferica e non interessante. E non fa nulla per non essere periferica. Si suicida non sfruttando la propria centralità. Io la chiamo "anossia culturale". Mancanza di ossigeno. "Il Friuli no, perché quelli sono friulani, la Slovenia no, perché è la Slovenia"... Ma la città non può vivere di se stessa, o di un ricordo. Non è nella realtà. Bellissima, però bisogna rompere molte gabbie culturali. Con tanta gente ci siamo guardati in faccia: "Ma possibile che Trieste sia così soffocata?". Si è dato una risposta? No so, c'è un'atmosfera opprimente. Assieme a cose incomprensibili. Adesso sono in contatto col consigliere culturale del Quirinale per il centenario della Grande guerra, nel 2014 dovremmo partire. Ma, cosa gravissima, a Trieste il Museo de Henriquez "della guerra e della pace" è chiuso. Un altro suicidio. Il Friuli invece si muove, stiamo già lavorando benissimo. Non dicano poi che il Friuli prende i soldi. Li prende perché lavora. Qui l'Henriquez non ha nemmeno un direttore: con chi parlo io? Perfino da Urbino abbiamo fatto arrivare armi in donazione, abbiamo arricchito quel museo. Da ora in poi darò i pezzi al Museo della guerra di Gorizia o a Timau di Paluzza in Friuli. Al direttore Adriano Dugulin hanno tolto le mansioni e dunque non vuole incontrarmi. E ha sacrosanta ragione. Ma non aveva detto che è felice di trovarsi a Trieste? Sì, grazie a molti contatti, che però rimangono tutti isolati l'uno dall'altro, sparsi. Un'altra follia di Trieste. Qui una cosa solo normale diventa già rivoluzionaria. Biennale in Porto vecchio: le sta bene? Ottima l'idea di Sgarbi aprire il Magazzino 26. Anche qui però ecco un "esterno"... C'è proprio bisogno di gente che venga da fuori per far muovere il culo ai triestini. Scusi, forse non era la miglior espressione.
Cultura, il soprintendente Caburlotto "Trieste preferisce restare periferia"
Il soprintendente Luca Caburlotto parla di Trieste, città che secondo lui è "suicida" e ha un sistema di musei su schemi di 50 anni fa. Ha denunciato la situazione a vari enti e privati, ma non ha ottenuto risposte. Caburlotto è stato nominato soprintendente a Trieste e Friuli Venezia Giulia, ma non è soddisfatto della situazione della città e dei suoi musei. Ha parlato anche della chiusura del Museo de Henriquez a Trieste, che secondo lui è un altro "suicidio". Caburlotto ha proposto idee per migliorare la situazione, come l'apertura di nuovi musei e la creazione di un biglietto unico per visitare i musei del castello.
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