Al festival in Costa Azzura incontro tra il curatore della Mostra del cinema e la presidente Polverini. AllAuditorium confermato lad Fuortes Il direttore si dimette: pochi fondi. E a Cannes Müller decide tra Venezia e Roma La lettera di dimissioni è sul tavolo del sindaco Alemanno: Luca Massimo Barbero lascia la direzione del Macro di via Nizza per scarsità di fondi, per la difficoltà di governare un museo darte contemporanea che, ad un anno dalla riapertura dopo lampliamento firmato da Odile Decq, non decolla nella programmazione né nella struttura gestionale. Novità in vista anche sul tema del Festival del Cinema di Roma: se ne è parlato ieri al Festival di Cannes dove si trovava anche la presidente della Regione Renata Polverini. Marco Müller deve decidere fra Venezia e Roma. Macro, il direttore se ne va lettera di dimissioni al sindaco Niente fondi né fondazione: Barbero lascia Cade un altro pezzo del "sistema Alemanno" Difficoltà di gestione e rapporti FRANCESCA GIULIANI Le mostre di Schifano, Gormley, Carla Accardi e alcune acquisizioni di arte contemporanea che hanno accompagnato la riapertura e il nuovo allestimento in coincidenza con lampliamento del museo, la corsa contro il tempo per un cantiere complesso, inaugurato sul filo di lana e tra mille difficoltà sotto i riflettori della stampa di mezzo mondo: Luca Massimo Barbero al Macro ce lha messa tutta. Ma - a meno di due anni dallinsediamento come direttore del museo comunale di arte contemporanea di via Nizza, a dodici mesi dal taglio del nastro ufficiale dei nuovi spazi - è costretto a lasciare. La voce sul raffinato curatore darte piemontese classe 1963, esperto di tardo Novecento, con un curriculum di mostre curate che comincia alla fine degli anni Ottanta e arriva fino allultima appena inaugurata a Palazzo Cipolla sugli "Irripetibili anni Sessanta", circolava nel mondo dellarte già da qualche giorno. Fino alla risoluzione finale che ha avuto, come primo gesto "esterno" quello di stima e amicizia nei confronti dei collaboratori più stretti, convocati martedì pomeriggio per un congedo informale ma definitivo. Altri collaboratori, più o meno vicini, sono stati messi a parte della decisione via email. Ma il vero gesto ufficiale non è mancato, anzi è stato, comme il faut, il primo: il sindaco Alemanno avrebbe ricevuto infatti, e già la scorsa settimana, una lettera ufficiale di dimissioni. Barbero che lascia è di fatto un altro pezzo del sistema-Alemanno che si stacca da una macchina che fatica a girare a motore pieno soprattutto per ragioni di mancanza di fondi e di strategia complessa, un ennesimo smacco, un patto che si rompe per mille ragioni diverse, fra cui anche una difficoltà di rapporto e una diversità di visione del mondo con il soprintendente Umberto Broccoli. Ma decisiva è stata limpossibilità di gestire davvero e con il respiro internazionale necessario un museo tanto importante soprattutto dal punto di vista economico, cosa possibile soltanto, nel pensiero dellattuale direttore e in una prassi consolidata a livello europeo, dando vita a una fondazione, come accade per altre importanti istituzioni culturali come il Maxxi inaugurato insieme al Macro giusto un anno fa. Il sindaco per il momento accantona la grana e tenta di sbrogliarla come può: le dimissioni sono congelate e tenute riservate ma lipotesi corrente pare sia quella di sostituire il direttore con un tandem formato da un artista più un tecnicoamministrativo che tenga docchio i cordoni strettissimi della borsa. Intanto il futuro del Museo darte contemporanea di Roma, riprogettato dallarchitetto francese Odile Decq attraversa una fase delicatissima. Ultimamente la programmazione espositiva langue, mentre non mancano presentazioni di libri e altri "eventi" a conferma delle difficoltà incontrate dal direttore in carica.