Servono 150 milioni: dieci mesi fa lannuncio dal governo, poi più nulla Impossibile per ora il trasloco Lamarezza del commissario Resca: "Noi siamo pronti, la struttura cè e anche le idee" Per la Grande Brera è tutto fermo. Il progetto non decolla, mancano i soldi. Che non ci sono nemmeno per dare lavvio al progetto esecutivo dellarchitetto Mario Bellini (ne esiste solo uno di massima) e per bandire poi le gare dappalto. Finito lentusiasmo generato lo scorso luglio per il raggiunto accordo tra tre ministeri (Difesa, Istruzione e Beni culturali) dopo ben 34 anni di attesa, il trasferimento dellAccademia di Belle arti nei 23mila metri quadrati della ex caserma di via Mascheroni (indispensabile anche per allargare gli spazi della Pinacoteca, che passerebbe così dagli attuali 3mila metri quadrati di superficie espositiva a 10mila) si è completamente arenato. «Noi siamo pronti per iniziare anche domani, le idee le abbiamo molto chiare e la struttura cè: ma mi dispiace dirlo, non siamo in grado di partire perché mancano i fondi» commenta sconsolato e messo alle strette il commissario straordinario per Brera Mario Resca, manager voluto da Bondi che ha lavorato per trovare laccordo tra ministeri e ricomporre le diatribe allinterno dellAccademia. Ora, per quanto faccia, non riesce a cavare un quattrino dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, cioè il governo. E a quasi un anno di distanza dallo storico accordo i soldi necessari mancano totalmente allappello. Se per la Grande Brera nel suo complesso servirebbero, secondo le ultime stime, 150 milioni di euro, per dare lavvio almeno alla sistemazione della ex caserma e trasferire lAccademia sarebbero indispensabili tra i 40 e i 50 milioni. Ma allorizzonte niente si muove. Il progetto, infatti, fuori dal budget del ministero dei Beni culturali, va finanziato in maniera autonoma. Ma nessuno, di fatto, provvede. «La Grande Brera, così importante non solo per Milano ma per la cultura nel nostro paese visto che creerebbe un circuito di turismo culturale, vera fonte di reddito, va assolutamente finanziata - aggiunge Resca - Bisogna partire in qualche modo, almeno con una tranche di finanziamenti, per mettere in moto un meccanismo che poi genererebbe, ne sono sicuro, aiuti da parte di fondazioni bancarie e istituzioni. Io sto facendo di tutto, mi muovo, chiedo, insisto, rompo le scatole ma sono solo un tecnico: spetta ai politici stabilire le priorità nellambito dei conti pubblici». La Grande Brera dovrebbe essere una priorità anche per il neoministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, che però, almeno per ora, non vuole rilasciare commenti. Ci teneva molto il suo predecessore, Sandro Bondi, che tuttavia non è riuscito a ottenere i fondi prima di andarsene. In attesa di «notizie che non sono ancora arrivate» è anche Salvatore Carrubba, presidente dellAccademia. E così, dopo lo storico accordo di luglio, tutto continua ad andare avanti come prima: con lAccademia in spazi sempre più inadeguati per quella che dovrebbe essere uneccellenza nelle Belle arti e la Pinacoteca impossibilitata a espandersi e a diventare un museo di portata internazionale.