Vincolo archeologico alla Balza Akradina, dove adesso non si lavora più: le ruspe si sono fermate in entrambi i cantieri. La questione, però, non è più meramente politica o ideologica ed è passata direttamente sul tavolo di magistratura e giudici amministrativi, tra sigilli e sospensione dei lavori, ricorsi e controricorsi, richieste di risarcimento danni e audizioni in Procura. La scorsa settimana il nucleo Tutela patrimonio culturale dei carabinieri ha eseguito un decreto di sequestro preventivo in uno dei cantieri che prevede un complesso residenziale a più piani, mettendo i sigilli alle opere di scavo e posa in opera delle fondazioni realizzate, contestando quale presunte illiceità la carenza di autorizzazione paesaggistica e la presenza di una concessione urbanistica priva di necessaria condizione di efficacia (ottenuti con la discussa procedura di silenzio-assenso). Il 23 aprile, peraltro, Sos Siracusa tenne anche un sit-in nel cantiere a cui partecipò tra gli altri il leader di Fli, Fabio Granata, che chiese l'intervento della Soprintendenza ai beni culturali. Intervento che c'è stato sull'altro cantiere, quello a ridosso della palestra Akradina, agli stessi proprietari che avevano presentato ricorso al Tar per la sospensiva di 30 giorni imposta sui lavori, iniziati il 4 aprile, con tanto di richiesta di risarcimento danni di poco inferiore ai 4 milioni di euro. Finiti i 30 giorni e con il cantiere in procinto di riaprire, la Soprintendenza ha nuovamente avviato la procedura per porre il vincolo archeologico, in pratica sospendendo nuovamente i lavori. A distanza di una settimana dall'apertura del cantiere, infatti, la Soprintendenza decise di fermare tutto per completare l'esplorazione archeologica dei manufatti già avviata dalle due archeologhe che seguivano i lavori su mandato dell'ente di piazza Duomo. Dagli scavi emerse una cava esauritasi con evidenti segni dei blocchi staccati, individuata quale latomia di superficie di epoca greca. «Abbiamo sospeso i lavori per continuare le indagini sul manufatto venuto in luce, così come previsto in questi casi - spiega la Soprintendente ai Beni culturali, Concetta Ciurcina - non c'è l'intenzione di evitare la costruzione del palazzo, ma la ditta non ha acconsentito ed è stato avviato il procedimento di vincolo susseguente». Il procedimento è avviato su iniziativa del Soprintendente che ne dà comunicazione al proprietario mentre il provvedimento finale è adottato dalla direzione regionale con un decreto di «Dichiarazione di interesse culturale» ed è legittimo se si dimostra che nella zona vincolata esistano beni archeologici suscettibili di protezione. Spetterà ai giudici verificarlo. Luca Signorelli 19052011
SICILIA - Avviata un'altra procedura per porre il vincolo archeologico alla Balza Acradina
La Soprintendenza ai Beni culturali ha fermato i lavori in due cantieri a Balza Akradina, in seguito alla scoperta di una cava esauritasi con segni di blocchi staccati, individuata quale latomia di superficie di epoca greca. La decisione è stata presa dopo che la ditta di costruzioni aveva rifiutato di acconsentire alla costruzione del palazzo. Il procedimento di vincolo è stato avviato su iniziativa del Soprintendente e sarà verificato dai giudici. I lavori erano stati sospesi per 30 giorni a seguito di un ricorso al Tar, ma la Soprintendenza ha deciso di fermare nuovamente i lavori per continuare le indagini.
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