Ponte sullo Stretto e Piano paesaggistico regionale, precisamente l'ambito 9 di quest'ultimo, riguardante i vincoli a tutela del paesaggio nella nostra città e provincia. Quest'elementare "binomio" in relazione al Ponte, per una paradossale storia alla siciliana, non è mai esistito. Nè in bene né in male. E quasi alla vigilia della conferenza nazionale dei servizi che la società "Stretto di Messina" convocherà a giugno per l'esame del progetto definitivo del Ponte, si corre ai ripari per colmare il vuoto. Tale carenza non costituirebbe comunque, secondo la Stretto, una frattura, visto il già avvenuto perfezionamento dell'intesa Stato Regione "ad ogni fine urbanistico ed edilizio" secondo la Legge obiettivo. Ma basta solo ricordare che il Piano con all'interno l'"Ambito 9 Messina"» è stato adottato meno di 2 anni fa, il 23 dicembre 2009, raccogliendo il frutto del lavoro svolto dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Messina, per comprendere quanto il caso sia stridente. Da qui il vertice coordinato ieri a Roma, nella sede della Struttura di missione "Ponte" del ministero, dall'amministratore delegato della Stretto Pietro Ciucci, che è anche il commissario straordinario per le opere propedeutiche e funzionali alla grande opera. Vi hanno preso parte il dirigente della Struttura di missione, l'ing. Ettore Incalza, il direttore generale e il responsabile del settore progetti della "Stretto", gli ingegneri Giuseppe Fiammenghi e Massimo Marconi; l'architetto Rocco Micali in rappresentanza tecnica della Soprintendenza messinese e con delega dal Governo regionale, il dirigente dell'ufficio Ponte del Comune di Messina, l'ing. Giovanni Caminiti, a sua volta in rappresentanza del sindaco Giuseppe Buzzanca. L'incontro romano, secondo quanto riferito dal direttore della Stretto, ing. Fiammenghi, e dall'ing. Caminiti, non ha fatto registrare particolari problemi. La soluzione, almeno quella in linea tecnica, è stata individuata in modo condiviso. Si tratta, in estrema sintesi, di questo. La Soprintendenza di Messina ha da tempo trasmesso alla Regione il proprio parere favorevole rispetto agli elaborati del progetto Ponte, ed avrebbe ricevuto anche gli elaborati del definitivo (le varianti per le fermate ferroviarie metropolitane e perla cittadella universitaria): non vi sarebbero, pertanto, dubbi sul conseguente avvio degli atti amministrativi necessari per "inserire" il progetto Ponte nelle previsioni e nelle tavole del Piano paesaggistico. E per quanto la Legge obiettivo, ovvero le intese già siglate tra lo Stato e la Regione, siano normativamente prevalenti, sarebbe pazzesco pensare che questo vuoto totale, tra la Regione Siciliana e lo Stato, durasse. Un esempio può essere illuminante: la tavola Infrastrutture del Piano paesaggistico comprende espressamente un'opera certo importante come il raddoppio ferroviario "Giampilieri-Fiumefreddo" i cui cantieri, purtroppo, restano lontanissimi. Mentre sulla mega progettazione-realizzazione del Ponte, di cui già sono enunciati i tempi dell'approvazione definitiva (fine giugno) e dell'apertura dei cantieri (primi mesi del 2011) non v'è un rigo. Occorre, quindi, la massima chiarezza. L'architetto Micali, in rappresentanza dell soprintendente Salvatore Scuto e della stessa Regione, ha detto che l'Amministrazio-ne Lombardo renderà a breve noto in modo formale il parere on le prescrizioni della Soprintendenza di Messina. Ciò getterà le basi degli atti politico-amministrativi con cui la Giunta regionale, secondo legge, dovrebbe aggiornare il Piano paesaggistico. Questo, dunque, il percorso di cui la Legge obiettivo non sembrerebbe nemmeno avere bisogno ma che, a lume di logica, s'impone. Non a caso l'ad della Stretto, e commissario strategico, Ciucci ha convocato tutti a Roma, tenendo conto delle domande rivoltegli sul caso dai componenti della commissione per la Via del ministero dell'Ambiente. Ma al di là del nodo Piano paesaggistico, dentro l'orizzonte del Ponte si pongono - per il bene di Messina - almeno altre tre questioni di grandissima rilevanza. La prima è quella copertura finanziaria delle vecchie e nuove opere compensative: nel progetto definitivo, il budget dovrebbe salire, almeno cosl è stato garantito, da 130 a 249 milioni. Poi c'è la questione dei fondi necessari alle "opere connesse" al Ponte - ad esempio la seconda canna dello svincolo di Annunziata e il mini-svincolo tra Marotta e Guardia - per cui bisognerà dire, ovvero sapere, chi sono i finanziatori. Infine, il capitolo forse più preoccupante: il livello di avanzamento delle progettazioni e i fondi messi sul campo da Rfi per gli interventi legati alla liberazione del water-front: ad esempio, a che punto è la "stazione Ponte" prima prevista alla radice di via Santa Cecilia, poi sulla carta "spostata" a Gazzi?