Il celebre gruppo marmoreo di Niobe attorniata dai Niobidi saettanti e morenti aveva ritrovato il suo allestimento di fine Settecento pochi anni fa, nel maggio 2006. E la stanza in cui "danzano" queste quattordici copie romane di originali ellenistici del II e III a.C. è una delle tante meraviglie della Galleria degli Uffizi. Da ieri la Sala della Niobe, la numero 42 al secondo piano, è chiusa al pubblico per un sospetto avvallamento del pavimento, proprio in prossimità di uno degli imponenti quanto pesanti blocchi marmorei. Dopo la segnalazione di un custode si è ritenuto di procedere a un'immediata verifica della staticità della sala, che è già stata messa sotto osservazione da un'équipe di esperti. «Abbiamo deciso di chiudere al pubblico per procedere con le indagini tecniche ha spiegato la sovrintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini che saranno condotte di concerto con la soprintendenza per i Beni architettonici. Concluse tali analisi, la sala sarà regolarmente riaperta e potrà tornare nel consueto percorso di visita». NESSUNO si sbilancia però sui tempi necessari ad accertare le cause dell'avvallamento. Che si esclude però dipendano dal mega cantiere dei Grandi Uffizi che interessa un'altra ala del complesso vasariano. Il direttore dei lavori, Laura Baldini, ricorda ad esempio che la sala era già stata danneggiata dalla bomba dei Georgofili dei 1993: «Una delle ipotesi è che possa essere una conseguenza a lunga scadenza dell'attentato afferma l'architetto Baldini , e ciò considerato che la stanza si trova proprio sopra via Lambertesca, di lato ai Georgofili. Oppure invece si tratta di un progressivo deterioramento delle malte semplicemente per colpa del tempo. In ogni caso saranno le indagini a verificare lo stato delle volte sottostanti e a dirci come e se sia necessario intervenire». Certamente il peso della straordinaria collezione di marmi, rinvenuti a Roma nel 1583 e trasportati a Firenze nel 1775.. non aiuta. «Nella sala della Niobe ci sono statue in marmo molto pesanti spiega il direttore degli Uffizi, Antonio Natali . Qualche rara volta in passato si è verificato che il peso enorme abbia causato degli avvallamenti nel pavimento. Aspetteremo un riscontro sulle cause di questo inconveniente dal responso tecnico che ci daranno gli ingegneri consulenti della soprintendenza. Nel frattempo la sala rimane chiusa, anche se non si sa per quanto; dipende dai fattori di rischio che verranno individuati». RESTAURATA nel 2006 dalla Fondazione "Friends of Florence", un tempo la sala era nota anche come "stanzone", perché fu qui che negli anni Ottanta del Settecento vennero collocate le statue provenienti dalla residenza dei Medici a Roma. L'ambiente fu però ben presto riordinato secondo l'allestimento eseguito nel 1782 da Luigi Lanzi, allora direttore degli Uffizi, per conto del granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che desiderava una cornice sublime per ospitare il gruppo dei Niobidi e gli imponenti dipinti del Sustermans e di Grisoni. ll ppo delle quattordici statue a i Uffizi, ricordate da Plinio nel empio di Apollo Sosiano, è l'unico complesso completo dell'opera ancora oggi esistente, anche se le singole statue non sono considerate tutte della stessa qualità.