Due stand in piazza Papa Giovanni XXIII, la banda Bellini del Paese a intonare vivaci partiture, sedici gonfaloni poggiati al muro e altrettante strisce tricolore su tailleur scuri a muoversi fra la folla, colorata di suo e dalle divise dei gruppi dei vari corpi di difesa, polizia e protezione civile. Questa la cartolina iniziale della lunga mattinata che il comune di Aidone ha dedicato ieri alla sua Venere pronta ad essere di nuovo svelata al mondo, ma dalle finestre di casa. L'attesa è stata lunga, tuttavia piacevole. Dalle nove, orario fissato per accoglienza e accreditamento degli invitati, sino alle undici circa quando il primo gruppo, quello con il badge "A" al seguito del gruppo musicale del Corpo forestale che ha intonato la marcetta "Banda in festa", passando in corteo per via Garibaldi e poi via Calcagno (quasi fosse una di quelle processioni religiose della tradizione siciliana), ha raggiunto il Museo archeologico. Tra loro, tutti gli "illustri" rappresentanti di autorità e istituzioni, alcuni con consorte, altri con la scorta e tanti giornalisti da tutto il mondo (al seguito anche i due Pulitzer Jason Felch e Ralph Frammolino che fecero scoppiare lo scandalo Ghetty nel 2005). Ai lati delle strade, vasi di rosate ortensie e volti curiosi, quasi intimiditi, di gente del luogo che guardava la propria festa goduta da altri. All'arrivo al museo, il rosso vescovile di Michele Pennisi che, appena conclusa la benedizione di un'impresa locale nata in onore della Venere, aspettava di ossequiare anche lui la dea pagana. Giunti il ministro Galan e il consulente della presidenza Godard, presenti anche gli americani Claire Lyons e Karol Wight del Ghetty, mentre una pioggerellina accarezzava gli ospiti in fila, l'ingresso nelle sale al suono dell'inno di Mameli. Passaggio veloce davanti ad Acroliti e Argenti, per arrivare li ai piedi della Dea e restare senza fiato. Candida e radiosa, l'enorme statua di tufo e calcare non ha tradito le aspettative di nessuno. Pochi minuti per ammirarne le fattezze, e poi via per lasciar posto ad altri. Un breve concerto delle voci bianche del Bellini di Palermo (diretto dal maestro Antonio Sottile) e poi il buffet nei giardini del Museo. Tra protocolli e mondanità si è conclusa cosa la prima giornata della Dea.
SICILIA - Strade tirate a lucido e fiorite. Gran folla di giornalisti da tutto il mondo Il primo giorno della diva tra piogge e bande musicali.
Ieri, il comune di Aidone ha organizzato una festa per la Venere, con due stand in piazza, una banda che ha suonato partiture vivaci, sedici gonfaloni e strisce tricolore. La festa è stata accolta da un gruppo di invitati, tra cui rappresentanti di autorità e istituzioni, giornalisti e persone del luogo. Il ministro Galan e il consulente della presidenza Godard sono stati presenti. La festa è stata conclusa con un concerto delle voci bianche del Bellini di Palermo e un buffet nei giardini del Museo. La statua di Venere è stata ammirata da molti, e la festa è stata considerata piacevole e protocoltica.
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