II console americano: bene la collaborazione tra Usa e Italia. Giusto che sia di nuovo a casa A riflettori spenti rischio più che concreto è che il destino della statua possa essere lo stesso di quello dei Bronzi di Riace o del Satiro danzante. Il sogno chiamato Venere diventa realtà. Le speranze di una città e di una provincia, come in una sorta di processione laica, hanno fatto tappa ieri mattina al museo archeologico aidonese. La Sala della Dea, nel giorno della sua inaugurazione, ha aperto le sue porte al pubblico. A metà mattinata arrivano le personalità attese dal protocollo dell'organizzazione. Alle 10.32 arriva in piazza Torres Trupia l'auto blu del governatore siciliano Raffaele Lombardo. "Ci vediamo dentro che ho freddo...", esordisce il presidente della Regione dopo aver appena messo un piede a terra e comincia a cadere qualche goccia di pioggia. Prima di vedere di persona la statua c'è il tempo di inaugurare un negozio sorto a pochi metri dal museo, frutto di un progetto al quale ha partecipato la Diocesi, e salutare il vescovo Michele Pennisi. Poi dentro al museo, ma senza taglio del nastro perché c'è da attendere il ministro ai Beni culturali, il leghista Gianfranco Galan. Sarà l'ex ministro all'Agricoltura, forbici in mano, a tagliare il nastro simbolico rigorosamente tricolore. Intanto poco prima il console americano a Napoli, Donald Moore, fuori dal museo, circondato da telecamere e macchine fotografiche, non si scompone, scherza coni giornalisti: "Venere, Dea, di cosa state parlando, non so nulla". Loro negli Usa sono abituati a chiamarla Afrodite. "Giusto che la statua ritorni nella sua sede originaria, sono qui per testimoniare la collaborazione tra Stati Uniti e Italia", aggiunge. La vera scommessa per Aidone comincia da questa mattina, Tutti si chiedono quali numeri saprà esprimere la Dea. L'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, tra i gazebo allestiti all'esterno della sede museale, ha parlato di quota 150200 mila visite nel primo anno come un primo obiettivo considerato possibile. Al Paul Getty Museum di Los Angeles pare che contribuisse a far arrivare circa 500 mila visitatori l'anno. Ma c'è già chi sembra invitare tutti a tornare sulla Terra e a svegliarsi da quello che potrebbe rivelarsi solo un bel sogno. "Il rischio più che concreto è che il destino della statua possa essere lo stesso di quello dei bronzi di Riace o del Satiro danzante e cioè, che terminato l'effetto mediatico dell'inaugurazione, tutto torni nel silenzio dell'indifferenza", spiega Ludovico Gippetto, presidente di Extroart-Oratorio di Santo Stefano Protomartire e fondatore del progetto "Wanted ...presi per il verso giusto", da quasi venti anni in prima linea per il ritrovamento delle opere d'arte trafugate. Alcuni contano su un effetto Venere per la Villa Romana, altri di un effetto Villa Romana per la Venere. Ma sul binomio da costruire, anche con l'immediata istituzione di un biglietto unico per i due siti, sembrano tutti d'accordo. Ad Aidone, almeno ieri mattina, si respirava l'ottimismo di chi crede nel cambiamento.
SICILIA - La dea di Morgantina é tornata. Aidone ora è pronta a sognare.
Il console americano Donald Moore è arrivato a Aidone per la inaugurazione della Sala della Dea, dove è stata esposta la statua di Venere. Il governatore siciliano Raffaele Lombardo e il ministro ai Beni culturali Gianfranco Galan saranno presenti all'evento. La statua è stata donata dagli Stati Uniti e sarà esposta al museo archeologico aidonese. Le autorità sperano che la statua attiri molte visite, con un obiettivo di 150.200 visite nel primo anno. Tuttavia, alcuni critici, come Ludovico Gippetto, hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la statua possa diventare un oggetto di interesse mediatico e poi essere dimenticata.
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