Buddha giganti dell'Afghanistan, distrutti dai talebani, monumenti spazzati via dalle due guerre mondiali. Beni culturali che raccontano la storia di un popolo distrutti dai bombardamenti, la memoria e l'identità dei cittadini spazzate via dalla furia delle guerre. Come difendere una statua o un monumento dai conflitti armati? È questo il tema centrale del dibattito che si è svolto ieri nella sede dell'Accademia Navale. L'incontro è inserito nel 14 Convegno Internazionale dal titolo "Patrimonio culturale: conoscerlo per amarlo" e coinvolge, oltre alla nostra città, anche Pisa, Lucca, Massa Carrara e Firenze, in un viaggio itinerante che si concluderà il 21 maggio. A organizzare il convegno internazionale la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (Sipbc). Il dibattito, moderato da Andrea Lazzeri, capo cronista di Il Tirreno, ha affrontato un tema molto delicato e interessante: al centro della discussione le normative internazionali per la protezione dei beni culturali nei conflitti armati, con particolare rilievo per la Convenzione dell'Aja del 1954, il primo documento che tutela i beni culturali. A fare gli onori di casa con i saluti di rito, il comandante dell'Accademia Pierluigi Rosati: «L'Accademia è custode gelosa della propria cultura - ha detto - del suo passato e del suo futuro e l'argomento di questa giornata fa parte del suo Dna. La cultura è fondamentale e lo è ancora di più la sua difesa. Noi dobbiamo sentirci parte di una missione che tuteli i beni culturali perché essi appartengono all'umanità intera». Presenti in sala anche molti ragazzi delle scuole e tra loro, la 2 C dell'Istituto Micali che ha ricevuto un premio per essersi distinta nella tutela del patrimonio artistico culturale del territorio. In tale occasione il generale Roberto Conforti, presidente della Sipbc, ha ringraziato la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno per l'impegno e il contribuito nell'aiutare la classe nella realizzazione del progetto. «Parlare di protezione della cultura nei conflitti armati oggi sembra assurdo - ha detto Giuseppe Rizzo, segretario generale Sipbc - ma non è così, negli ultimi anni le situazioni di rischio per il patrimonio culturale mondiale sono aumentate. I beni culturali sono la più alta espressione dell'intelligenza umana e costituiscono la memoria storica dei popoli, pertanto vanno tutelati e difesi». Valeria Cappelletti IMMAGINI DALLA MELORIA Domani alle 21 alla Bottega del Caffè (viale CAprera) sarà proiettato un documentario sulla Meloria al quale seguirà anche un dibattito sullo stato di attuazione dell'area protetta. Realizzato da Lorenzo Pacciardi è una interessante documentazione della vita che esiste nel mare delle Secche della Meloria.