Preoccupazione ieri mattina, dopo un sopralluogo tecnico effettuato in via Duomo, per verificare le condizioni del muro e dell'ex chiesa dell'Itria, che da tempo risultano essere a rischio di cedimento e conseguente fonte di pericolo per i passanti e per quanti abitano negli edifici vicini. Presenti all'accertamento tecnico i vertici dell'Ufficio tecnico comunale, quelli della Protezione civile comunale, il Genio civile, i tecnici della Soprintendenza ai Beni culturali e quelli dei vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento. Su incarico della Procura della Repubblica hanno preso parte anche gli agenti della Polizia locale. Mancava il sindaco Zambuto, ma c'era l'assessore ai lavori pubblici, Renato Buscaglia. Le condizioni della chiesa sono di profondo degrado, e non sono da escludere eventuali crolli. Non tanto per una parte del muro, che sovrasta la via Duomo, da circa un anno bloccato con un'impalcatura, ma quanto piuttosto per le condizioni generali dell'edificio. Solo la parte iniziale del muro, presenta i segni dell'abbandono e dei mancati interventi: crepe, lesioni, fessure, e grosse porzioni già di fatto staccatesi e pronti a cadere. Più volte nelle zona su sollecitazione degli abitanti sono intervenuti i vigili del fuoco, per rimuovere alcune parti pericolanti. Sulla ex chiesa dell'Itria, chiusa da alcuni decenni, da tempo c'è in atto un contenzioso tra i proprietari dell'immobile, il Comune di Agrigento e la Soprintendenza ai Beni culturali. Alcuni anni addietro i proprietari dell'edificio hanno avuto approvato un progetto e un finanziamento per realizzare un albergo. La ditta incaricata dei lavori, dopo i primi interventi è stata bloccata dalla Soprintendenza. Trascorsi alcuni mesi i proprietari dovettero fare i conti pure con un'ordinanza del sindaco di Agrigento, che obbligava gli stessi ad eseguire dei lavori di messa in sicurezza della palazzina. Interventi che non sono stati mai effettuati. Da via Duomo, il corteo di esperti e tecnici si è spostato nella vicina via San Vincenzo, per valutare le soluzioni necessarie ad attuare le prescrizioni della Procura di Agrigento della messa in sicurezza e della rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono. Antonino Ravanà 18052011