Slitta a lunedì l'incontro atteso per oggi al ministero per i beni e le attività culturali per l'assegnazione dei fondi mancanti per i turni dei custodi di Palazzo Ducale. Ma nell'ordine del giorno del prossimo confronto non compare il caso di Mantova, declassato alla voce 'varie ed eventuali'. Il tema ufficiale sarà la mobilità del personale. La protesta dei dipendenti della reggia continua. Si guardava con ottimismo all'appuntamento di oggi a Roma. Come all'occasione per ottenere dal ministero per i beni e le attività culturali l'assegnazione dei fondi mancanti e necessari per pagare i turni dei custodi del palazzo. Mettendo fine alla riduzione del personale pomeridiano (con conseguente disagio dei visitatori) e a un'agitazione che dura da venti giorni (con assemblee domenicali che hanno portato alla temporanea chiusura del Palazzo). Il confronto romano doveva portare sul tavolo della contrattazione richieste analoghe a quella mantovana provenienti da altri Istituti italiani. Solo ieri sera i rappresentanti provinciali dei sindacati (le sigle coinvolte sono Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Pa e Rdb e Rsu) hanno saputo dello slittamento della riunione. Ci sarà un altro confronto a livello nazionale, al ministero e con la presenza dei rappresentanti dei sindacati La data di cui si parla è lunedì 29 novembre. Ma, ed è questo il punto sorprendente, l'ordine del giorno non avrebbe nulla a che vedere con la situazione del Ducale. «Si parlerà di mobilità del personale. - riporta Claudio Calcara coordinatore nazionale Cisl -. Ma con la Cgil introdurremo la questione del Ducale e a seguire delle realtà italiane analoghe intervenendo al punto 'Varie ed eventuali'». Si preannuncia a Roma un confronto dai toni decisamente più aspri di quelli previsti in un primo momento e a Mantova il proseguire della protesta sindacale. «Finché la situazione non è risolta continuiamo la protesta - commenta Stefano Turrin, segretario territoriale Cisl Fps -. Domenica ci sarà una nuova assemblea». Le precedenti riunioni dei custodi hanno portato alla chiusura del Palazzo il 14 (dalle 12 alle 16) e il 21 (dalle 11 alle 16). «Lo slittamento dell'incontro al ministero - rimarca Luciano Franco delle Rdb - non aiuta certo a dare un servizio ai cittadini e tanto meno aiuta i custodi, costretti a svolgere un'attività dimezzata». Il danno maggiore, aggiunse Franco, è per l'immagine di Palazzo Ducale. Si allontana l'ottimismo per una soluzione veloce. Rimane la certezza, per qualche giorno, di percorsi pomeridiani ridotti e domeniche con visite a rischio. Crescono i disagi per i turisti Chiusura temporanea per la terza domenica di fila Mancano i soldi e il Ducale si restringe- Dallo scorso 5 novembre il numero dei custodi pomeridiani della reggia è stato ridotto per mancanza di copertura finanziaria per le indennità dei turni. I conti non tornano per novembre e per dicembre. I dipendenti coinvolti sono un'ottantina, i soldi richiesti al ministero (e arrivati decurtati del 10 per cento causa Finanziaria) sono 126 mila. Con la richiesta a Roma di una maggiore assegnazione di fondi parte anche la protesta dei custodi. Doppio il disagio per i visitatori del Ducale. Chi entra a Palazzo dopo le 12.45 paga quanto il turista mattutino (6,5 euro il biglietto intero, 3,25 il ridotto) ma non può vedere la Sala di Morone, l'Appartamento di Vincenzo, la Corte Nuova e la Sala dei fiumi. I percorsi si riducono anche nel tempo, passando da un'ora e un quarto a 75 minuti. Problematiche le visite domenicali: il 14 e 21 novembre la porta del palazzo è stata chiusa per qualche ora durante lo svolgimento delle assemblee del personale a sostegno dell'agitazione proclamata dai sindacati. Il ministero ha rinviato la soluzione del problema dei fondi e l'agitazione continua con una nuova assemblea domenica prossima. La terza consecutiva.
Ducale, slitta il confronto a Roma
Il ministero per i beni e le attività culturali ha rinviato l'incontro per l'assegnazione dei fondi mancanti per i turni dei custodi di Palazzo Ducale a lunedì. Il tema ufficiale sarà la mobilità del personale. La protesta dei dipendenti della reggia continua e si preannuncia un confronto aspro a Roma. I custodi del palazzo hanno richiesto l'assegnazione di fondi per pagare i turni e hanno chiesto di ridurre la riduzione del personale pomeridiano. La chiusura del palazzo per la terza domenica di fila è stata decisa a seguito della protesta. I visitatori del palazzo hanno dovuto pagare il biglietto intero per entrare dopo le 12.
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