Palazzo Simi, nel borgo antico di Bari, ospita la rassegna dedicata alla divinità magnogreca. Fino al 20 novembre, ingresso libero In Magna Grecia si moltiplicavano editti per limitare luso improprio, solitario e non controllato di vino (quel che oggi chiameremmo alcolismo). «La consumazione rientrava in una pratica rituale, andava bevuta collettivamente e, se si rispettavano le prescrizioni religiose, poteva garantire lebbrezza e la vita eterna» spiega Antonio De Siena, soprintendente per i Beni archeologici della Puglia. Il Dionisismo, il culto dedicato a Dioniso, talora fu visto dai cristiani come pericoloso antagonista in quanto capace di promettere la vita oltre la morte. Miti, immagini, produzione, commercio, rituali legati allantica bevanda compongono, in 180 meravigliosi reperti, la mostra "La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia", allestita fino al 20 novembre a Palazzo Simi, nel centro storico di Bari (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19,30, ingresso libero; info 080.527.54.51). Lesposizione è stata inaugurata ieri sera, insieme ai nuovi spazi della direzione regionale per i Beni culturali, da De Siena e dal nuovo direttore per i Beni culturali della Puglia, Isabella Lapi. Come lei stessa ha ricordato, insieme alla direttrice del MarTà, Antonietta DellAglio, si tratta di una riedizione della mostra realizzata nel 2010 nel complesso tarantino, con sostituzione e aggiunta di nuovi pezzi. «Raddoppiare e, quando possibile, rinnovare le mostre è una pratica proficua e frequentata allestero ma molto meno in Italia. Questo ne è sicuramente un esempio e non è detto che finisca qui, ci potrebbe essere un terzo capitolo fuori dalla Puglia per questa mostra». E il percorso espositivo che conduce attraverso i pezzi-capolavoro della raffinata e gioiosa "vigna di Dioniso". Coprono quattro secoli, dal V al II avanti Cristo e provengono dai principali siti regionali, in particolare da Taranto, Rutigliano, Ceglie del Campo e Cavallino. Nelle teche, i vasi destinati al simposio, crateri oinochoai, kantharoi, kyliokers, corredi funebri e le incredibili figurine fittili provenienti da Egnazia.