L'Afrodite o Venere di Morgantina fu trafugata nel sito archeologico nei pressi di Aidone, tra il 1970 e il 1980, verosimilmente in località San Francesco Bisconti, area contrassegnata dalla presenza di sacelli arcaici (piccole aree recintate e senza coperture, situate intorno ad un altare) e da rinvenimenti di frammenti di statue in terracotta a grandezza naturale. Come ricostruisce la Regione siciliana. La statua della Venere di Morgantina proviene da scavi illegali nelle campagne di Aidone (antica Morgantina) e fu acquistata dal Paul Getty museum di Malibù (California) nel 1988, per 20 milioni di dollari. Il museo la ricevette da un commerciante, Robin Symens, che l'aveva acquistata in Svizzera. Probabilmente, la statua era già appartenuta ad un orologiaio francese ed in seguito venne ereditata dal figlio Roberto Canavesi, un ricettatore ticinese. Una storia molto poco chiara, puntellata da cause, risarcimenti e missioni diplomatiche. L'accordo siglato a Roma, il 25 settembre del 2007, tra il ministero dei Beni Culturali, l'assessorato dei Beni culturali della Sicilia e il Getty ha concluso la lunga e complessa vicenda giudiziaria e diplomatica. Il museo americano ha riconosciuto la fondatezza dell'azione del governo italiano grazie anche alle analisi che hanno dimostrato che il tufo dal quale la statua è stata ricavata proviene dall'area archeologica del fiume Irminio.