BRIGNANO. Cercasi nuovo proprietario per il castello Visconti di Brignano Gera d'Adda. A partire da gennaio sarà infatti messa in vendita una parte dello storico edifìcio, conosciuta come «Palazzo nuovo» (una delle più belle dimore storiche del Settecento lombardo) e attualmente di proprietà della Cirio Holding Spa, società che fa capo a Sergio Cragnotti. L'annuncio della vendita, che coinvolgerà anche altre proprietà immobiliari del gruppo romano, è stato dato ieri dal commissario straordinario della Cirio Mario Resca, durante un convegno di Unioncamere. Si tratta di uno dei risvolti della vicenda che riguarda il crack economico di Cragnotti. Da secoli Palazzo Visconti caratterizza con la sua imponenza il centro di Brignano, tanto che il disegno della sua facciata è stato inserito nello stemma comunale. Il complesso -che comprende centinaia di stanze, giardini, statue e fontane - era in origine una rocca medievale, modificata nei secoli dalla famiglia Visconti. La struttura attuale risale al XVIII secolo, quando furono ampliati e unificati i palazzi, fino ad allora separati. Il castello è diviso in tre parti, una pubblica e due private: quella cinquecentesca di Palazzo vecchio, da marzo sede del municipio; la palazzina della «Puntisela», acquistata dalla società Ferri Nardi di Castel Rozzone nel 1998, che dal 1999 ospita il ristorante Cucina Visconti»; il secentesco Palazzo Nuovo che occupa circal'80 della superficie del castello, acquistato da Sergio Cragnotti nel 1992 con l'intento di portarlo all'antico splendore grazie a un'imponente e costosa opera di restauro. Nel 1997 i lavori per il recupero della struttura, che comprende circa novemila metri quadrati di affreschi, vengono affidati all'impresi Ferri Nardi. Nel 2001, a causa della sospensione dei pagamenti da parte della Cirio, i lavori a Palazzo nuovo si fermano a pochi mesi dalla loro conclusione e non saranno più ripresi. «Abbiamo ancora il cantiere in essere, chiuso a metà del 2001 dopo il tracollo della Cirio - racconta Livio Ferri, titolare della Ferri Nardi e direttore della scuola edile bergamasca -. Quando siamo stati costretti a interrompere la ristrutturazione mancavano solamente le pavimentazioni per un totale di sei,massimo otto mesi di lavoro. L'intervento per il recupero totale dovrebbe essere rimasto invariato sempre che tre anni di cantiere abbandonato non abbiano peggiorato la situazione. In questi anni abbiamo sempre seguito le vicende di Palazzo nuovo per capire come si risolverà la situazione. Stiamo aspettando i risvolti della vicenda anche per capire chi sarà il nuovo proprietario. Commentando la notizia dell'imminente vendita del palazzo, il sindaco di Brignano, Giuseppe Ferri, lascia intendere un forte interesse del Comune. «Ci stiamo muovendo cercando contatti in Provincia, Regione, a Roma e anche con gli imprenditori, afferma il sindaco leghista. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la Provincia e la Regione verso un possibile collocamento di Palazzo nuovo a metà tra pubblico e privato. Ci piacerebbe poter utilizzare lo storico edificio nell'interesse della comunità bergamasca e lombarda. Il dialogo è sempre aperto anche con la Cirio, che ci ha riferito di aver dato l'approvazione per mettere serramenti nuovi al plano terra del palazzo, per evitare che l'umidità rovini gli affreschi». la storia BERLUSCONI CI ARRIVÒ IN ELICOTTERO II suggestivo Palazzo Visconti di Brignano Ge-ra d'Adda è un esemplare quasi unico nella storia dell'arte lombarda I tre edifici che compongono l'attuale complesso sono frutto degli adattamenti architettonici voluti dalla famiglia Visconti tra il Cinquecento e il Settecento. Le origini del castello furono al centro di una ricerca storica intrapresa da monsignor Cesare Donini e pubblicata nel 1921 dalla tipografia Messaggio dì Treviglio con il titolo «II Palazzo visconti di Brignano». Le prime citazioni riguardanti il castello si trovano in documenti del Duecento, dove viene descritto come un piccolo fortilizio. Sembra che a partire dal XIV secolo siano iniziati i primi ampliamenti, continuati fino al XVIII secolo, che hanno trasformato il castello Visconti in una delle più fastose residenze di campagna del nord Italia. Nel Rinascimento venne edificato il Palazzo vecchio, ora sede del municipio, caratterizzato da un sontuoso scalone d'onore che porta alla «sala del trono», finemente decorata. Affreschi del Seicento raffigurano soggetti mitologici e, insieme a elementi decorativi in stucco, contraddistinguono le sale con soffitti a volta. Le pavimentazioni in cotto antico sono state recuperate durante il restauro, cosi come quelle in seminato alla veneziana. Lungo il perimetro del Palazzo sono collocate oltre 160 grosse maschere lignee di cui non si conosce l'origine. Un portico che attraversa diversi cortili interni collega Palazzo vecchio a Palazzo nuovo. Quest'ultimo edificio, che risale al Settecento, conta oltre novemila metri quadrati di affreschi attribuiti al Magnasco, ai fratelli Galliari, ad allievi del Tiepolo e del Procaccini. Non mancano le leggende legate al castello. Si dice che il terribile Bernardino Visconti, soprannominato Bernabò, ispirò Alessandro Marconi per la figura dell'Innominato. Alcune fonti riportano anche che Francesco Petrarca soggiornò più volte in questa residenza viscontea tra il 1357 e il 1367, lavorando a diverse opere commissionate al poeta dalla casata milanese. Un'ultima curiosità: nel giugno del 1987 Silvio Berlusconi atterrò con il suo elicottero a Brignano appositamente per visitare Palazzo Visconti, alimentando le voci, poi smentite, che lo volevano interessato all'acquisto della proprietà.