Smog e microfauna hanno «divorato» la facciata di palazzo Rivarola di Roccella Un gruppo di turisti si è soffermato a commentare lungo il Cassaro il degrado. Gli uccelli sono i veri responsabili degli effetti corrosivi Cammina lentamente il recupero delle facciate del centro storico. Domenica scorsa un gruppo di turisti si è soffermato a commentare lungo il Cassaro il degrado della facciata di palazzo Rivarola di Roccella, oggi Turrisi. Una testimonianza architettonica cinquecentesca alterata da smog e microfauna. Gli uccelli sono i veri responsabili degli effetti corrosivi della pietra a causa delle sostanze acide che compongono i loro escrementi. La dimora si presenta massiccia, in stile tardo manieristico, con altissime semicolonne bugnate e vasti balconi a loggia. Il gigantesco portone era chiuso e mentre il gruppo di piemontesi confabulava tra loro, uno degli inquilini, che stava uscendo, per non deludere l'attesa del gruppo li ha fatti entrare nel cortile. Addentrarsi nella dimora significa scoprire l'arte del vivere degli aristocratici, che con il loro gusto, la grazia dei modi, rivaleggiavano con le corti europee. L'epoca delle feste sontuose è scomparsa, rimangono soltanto grandi case generazione in generazione. Un tempo si ostentava un lusso inaudito nei festeggiamenti. L'orgoglio di apparire e il piacere dell'ospitalità erano veramente regali. Si ballava, si beveva champagne, si consumavano elaborati manicaretti e si giocava in maniera forte a carte. Nelle feste di settembre una cura impressionante era dedicata ai dessert e ai gelati, cui c'era sempre un enorme assortimento. I cuochi facevano arrivare la neve dalle Madonie per creare quelle leccornie di svariati gusti. Il tutto servito in eleganti coppette d'argento con inciso lo stemma del principe Rivarola. Fino ai primi anni del Novecento a disposizione dell'ospite c'era un esercito di servitori a soddisfare qualsiasi desiderio. Un'autentica follia che portò molti dei grandi casati alla rovina. Oggi quel mondo è scomparso. Le antiche famiglie nobili per mantenere il palazzo aperto sono costrette ad affittare i loro saloni a matrimoni ed eventi vari. Ma torniamo a palazzo Roccella, che venne edificato nel 1558 e segnò una pagina rilevante dell'architettura civile, secondo un linguaggio molto vicino a quello fiorentino. A quel tempo tutta la Sicilia non aveva più una buona vita economica. In crisi l'agricoltura e il commercio. Cos' venne a mancare al Viceregno, retto da governanti in continuo avvicendamento, una razionale politica economica, e malgrado l'ampia concessione negli ultimi decenni de Cinquecento di brevetti e privative per nuove invenzioni nel campo delle manifatture, mancò un verso sviluppo imprenditoriale. A costruire il palazzo del Cassaro furono i fratelli Agostino e Pietro Rivarola di Roccella. Si ritiene che questa famiglia sia arrivata in Sicilia da Bologna intorno al 1520. Si trasferì a Palermo in quanto entrò in contrasti politici con la nobiltà emiliana. Di questo ramo troviamo sul finire del Seicento: un Angelo barone di Rafforosso, senatore di Palermo e protonotaro del Regno, Gaspare abate di San Martino delle Scale nella seconda metà del Settecento. E andiamo alla struttura. La dimora è articolata su due livelli, oltre alla sopraelevazione. Le finestre appartenenti al piano nobile sono, ancora oggi, caratterizzate da bugne fiorite. Il bugnato di palazzo Roccella richiama altri monumenti palermitani quali il palazzo Santa Rosalia di via Papireto, ma nella sua tipica decorazione si rifà all'estroso modulo del cortile di palazzo Pitti dell'Ammannati. All'inizio del Novecento l'edificio diventò proprietà delle famiglie Fardella e La Grotta. 17052011
SICILIA - Il recupero? Avanti, pianissimo
Un gruppo di turisti ha visitato la facciata di palazzo Rivarola di Roccella, un edificio cinquecentesco a Palermo, e ha notato il degrado causato dallo smog e dalla microfauna. Gli uccelli sono responsabili degli effetti corrosivi sulla pietra a causa delle sostanze acide nei loro escrementi. La dimora è stata costruita dai fratelli Agostino e Pietro Rivarola di Roccella nel 1558 e presenta un linguaggio architettonico vicino a quello fiorentino. Il palazzo è stato abitato da aristocratici che si ostentavano con festeggiamenti sontuosi e avevano un esercito di servitori per soddisfare i loro desideri.
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