Lo scempio sistematico dei busti del Pincio, ripetuto e perpetuato negli anni, sancisce una volta di più la difficile convivenza tra le statue che circondano quei giardini e la minoranza che le ha prese di mira e le deturpa sfregiandole e colorandole. Denunce, fotografie, appelli al decoro non hanno sortito finora l'effetto sperato. Ad ogni (costoso) restauro segue puntuale un nuovo raid. Cambia solo il contenuto delle scritte, il tipo di insulto, il colore dello sfregio, la tonalità del pennarello. Atti vandalici che nessuna telecamera e nessun sofisticato controllo sono riusciti finora a evitare. Il danno non è tale per il valore delle sculture, alcune delle quali già sostituite da copie in gesso degli originali Ma è soprattutto estetico e culturale, per il senso di degrado e beffa che emana da quei baffi finti e da quei nasi amputati. Tanto da chiedersi: ha senso mantenere quei busti di Manzoni o Goldoni o Canova e via dicendo lungo quei viali, visto che prima o poi una didascalia,o uno sgorbio li renderà ridicoli, anziché celebrarli? Ha ancora senso, certo, purché li si difenda davvero.