Salutiamo con soddisfazione il proseguimento dei lavori al porto di Boccadarno. La nostra associazione, negli anni, è stata protagonista di grandi battaglie per la costruzione del porto andando incontro, valutando e studiando i vari progetti che via via si sono avvicendati con nessuna fortuna. A seguito di questo condiviso pensiero, si affacciano però interrogativi, perplessità e sinistri presagi. Già nel novembre 2009 espimemmo perplessità sui progetti preparatori degli edifici del Porto: esteticamente incoerenti con lo stile predominante di Marina. Un pugno nello stomaco dato bene. A tutt'oggi le nostre perplessità, essendo rimaste giacenti, sono più forti. Il Porto di Marina, così come anticipato nel sito internet della società costruttrice, ci sembra fuori luogo, avulso, estraneo ed inadatto a Marina: sia sotto l'aspetto stilistico architettonico, sia sotto quello viario. Nel progetto del Porto di Boccadarno - speriamo molto provvisorio quello visto sul sito - notiamo inoltre l'assenza di decenti marciapiedi per il passeggio domenicale, di scoli per le acque piovane e con dolore l'oggettiva bruttezza degli edifici più adatti a periferie post industriali del nord che a Marina. E' dunque necessaria una soluzione che si amalgami bene con il circondario preesistente. Qualcuno, leggendo il nostro intervento ci eccepirà la motivazione economica come inconciliabile con l'inseguimento di una bellezza oggettiva architettonica e viaria. Tale ipotesi non è sostenibile, in primo luogo perché la tecnologia edile mette oggi a disposizione prefiniti, rifiniture e ornamenti di qualità ad un costo sostenibile. In secondo luogo, perché le richieste di acquisto sono alte: ciò potrebbe ben giustificare, anche in tempi di crisi, un aumento finale dei costi di edificazione di strutture esternamente belle, in linea con l'abitato di Marina di Pisa, senza intaccare minimamente le possibilità di vendita. Ripetiamo quanto già scritto nel novembre 2009: c'è da scegliere. Le prossime mosse che non dovranno essere sbagliate. Il Porto di Marina, i suoi committenti, il Comune di Pisa con i suoi dirigenti, la Soprintendenza pisana, hanno l'occasione di passare alla storia per aver realizzato un'opera attesa da oltre 40 anni. Ebbene, non sprechino la clamorosa occasione. Non si facciano additare dai contemporanei e dai posteri come quelli che hanno realizzato e autorizzato un nuovo torto all'architettura pisana, ma anzi si sforzino, tutti assieme, di completare Marina di Pisa congiungendosi così con le opere ed i nomi passati alla storia di Marina: come l'ing. capo del Comune di Pisa, Bernieri, l'arch. Cecillo Parmesani, l'ing. Pietro Studiati. Siamo ancora in tempo! Abbiamo aspettato tanto, non buttiamo via tutto! (Presidente dell'Associazione Amici di Pisa)