Oggi ad Aidone si svela la statua della dea. Linchiesta di due americani Bentornata a casa, Dea ritrovata. Al Museo archeologico di Aidone, a Enna, alle 11 si taglia il nastro per mostrare per la prima volta la celebre statua di Morgantina, ritornata a casa dopo quasi trentanni e dopo le peripezie che la videro protagonista di un contenzioso con il Paul Getty Museum di Malibu, che laveva acquisita al mercato nero. Ieri allUniversità Kore di Enna sono intervenuti i cronisti del Los Angeles Times, finalisti al Premio Pulitzer proprio per linchiesta giornalistica sulla vendita illecita della statua. «La storia della Venere di Morgantina è certamente un percorso lungo e scandaloso, di passaggi tra agenti, ladri e personaggi eminenti», dice Ralph Frammolino insieme con Jason Felch autore del libro dossier "Chasing Aphrodite", uscito in questi giorni in America. La loro inchiesta giornalistica inizia da una semplice considerazione: comè stato possibile che il Getty in pochissimo tempo abbia raggiunto un numero di pezzi darte di inestimabile valore? Durante il loro lavoro sono venuti a galla i movimenti di reperti che misero sotto accusa il direttore di allora, Marion True. La sua foto fu pubblicata sul Los Angele Times insieme con i "pizzini" che provavano il suo coinvolgimento nei traffici di opere darte, compresa la Venere. «La politica di acquisti del Getty voleva che nessuno si informasse della provenienza delle opere - aggiunge Felch alla Kore - Un trafficante di Londra propose lacquisto di una statua di calcare, rotta in tre pezzi, alta più di due metri. Si trattava, disse al Getty, del pezzo antico più importante esistente al mondo, la più alta espressione della cultura greca nel momento del suo fulgore. Nella direzione del Getty si pose il problema di come acquisire la statua, evidentemente trafugata, come merce pulita. Fu così che la direzione contattò lavvocato del museo che consigliò loro di adottare una politica di acquisto senza indagare sulla provenienza e giustificando il tutto grazie al beneficio più alto che se ne otteneva per tutti. Fu una politica che durò per ben 15 anni. Sino a quando le foto della statua non arrivarono alla soprintendente Fiorentini che si stava occupando negli anni Ottanta di alcuni scavi a Morgantina. Fu lei che mise in guardia il Getty sulle origini illecite della statua. Dopo lo scandalo del Getty anche gli altri musei americani a poco a poco hanno deciso di restituire larte trafugata. Ma il mistero continua. Bisogna capire chi sia davvero questa dea, dove sia stata trovata, se la testa è effettivamente la sua. A voi il dovere di scrivere questo finale».
"COSÌ IL GETTY MUSEUM ACQUISÌ LA VENERE RUBATA"
Oggi a Aidone si è svelata la statua della dea, ritrovata dopo quasi trentanni. La statua, la Venere di Morgantina, era stata acquistata al mercato nero dal Paul Getty Museum di Malibu e aveva sottoposto il museo a un contenzioso. I cronisti del Los Angeles Times, che avevano condotto un'inchiesta giornalistica sulla vendita illecita della statua, hanno presentato la statua al Museo archeologico di Aidone. La storia della statua è lunga e scandalosa, con passaggi tra agenti, ladri e personaggi eminenti. La statua era stata acquistata dal Getty con la promessa che non si indagasse sulla sua provenienza.
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