PIOVE DI SACCO. Il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani boccia il progetto dell'Ater nel complesso Santa Capitanio. L'area sarebbe sottoposta a vincolo in quanto riconosciuta di interesse storico artistico. Questo fa seguito all'interrogazione presentata in parlamento dal deputato padovano della Margherita Andrea Colasio. L'onorevole, sull'onda delle proteste che il progetto ha scatenato, in particolare da pparte delle associazioni ambientaliste, ha chiesto al ministro Urbani e al sottosegretario Nicola Bono se fossero a conoscenza del piano dell'Ater, che prevede la costruzione di edifici per oltre diciottomila metri cubi, nell'area occupata dalla Villa, dalla baronessa e dal brolo storico costituenti il complesso di proprietà della congregazione religiosa, in centro a Piove di Sacco. E chiedeva se ritenesse l'impatto dell'intervento compatibile con la natura del sito. Urbani ha dato una risposta che lascia pochi margini di interpretazione: «Il complesso in questione ha detto il ministro in parlamento risulta ancora di proprietà alla congregazione delle suore. L'ente religioso ha presentato istanza per chiedere l'autorizzazione alla vendita all'Ater. Attualmente è ancora in corso, da parte dell'ufficio competente per territorio della Sovrintendenza, l'istruttoria per verificare l'interesse storico artistico del sito». Il sovrintendente Guglielmo Monti sta verificando, infatti, la sussistenza del vincolo che pone l'articolo 12 del recente Codice di tutela dei beni storico-artistici. Motivo per cui la firma sul nullaosta, che darebbe via libera all'intervento dell'Ater, tra l'altro annunciata ancora diverse settimane fa, in realtà ancora non c'è. Il ministro Urbani ha aggiunto ancora: «Se, come appare probabile, la verifica della Sovrintendenza darà esito positivo sull'esistenza del vincolo, si porrà il problema di valutare l'istanza di autorizzazione alla vendita presentata dalle religiose. Ma a quel punto ha sottolineato il ministro ci saranno delle prescrizioni insindacabili a tutela del complesso, in particolare per garantire l'integrità del brolo storico. L'Ater quindi non ha ancora nessun titolo di legittimazione, avendo presentato solo un elaborato planivolumetrico del progetto». L'intervento da parte dell'Ater nel complesso delle suore prevede la costruzione di una quarantina di appartamenti da destinare ad anziani autosufficienti e giovani coppie. Si tratta di tre edifici a quattro piani: gli alloggi sarebbero ricavati nei piani superiori mentre il piano terra sarebbe destinato a negozi e uffici. Verrebbe creata una piazzetta con aiuole e garage sotterranei per sessanta posti auto. A fronte della vendita da parte delle suore dell'intera area, l'Ater si sarebbe fatta carico dell'onere di restauro della scuola cattolica, in precarie condizioni strutturali. Scuola che non sarebbe più gestita direttamente dalle suore, ma dalla fondazione dei genitori, che dovrebbe poi riscattare l'immobile dall'Ater negli anni successivi. Proprio in vista del restauro, l'estate scorsa è stato fatto il trasloco delle aule nelle sale del patronato, dove tuttora si tengono le lezioni. I lavori nella scuola però non sono nemmeno iniziati, proprio per le tante ombre che ancora avvolgono il progetto dell'Ater. Progetto che è stato fortemente sostenuto dall'ex sindaco Carlo Valerio, che, ha rischiato di scontrarsi con i colleghi di partito e di coalizione pur di vederlo approvato in consiglio comunale due anni fa. Parere negativo è sempre stato manifestato invece dal centrosinistra, posizione che l'attuale sindaco Mario Crosta ha ribadito e cercato di far valere. Forte dell'idea che la scuola può essere ugualmente salvata, a fronte di un piano finanziario che ne dimostri la sostenibilità, senza dover compromettere l'intero complesso di via Castello. L'iter sembrava però aver raggiunto già una fase troppo avanzata per soluzioni alternative. Circostanza che l'interrogazione dell'onorevole Colasio e la risposta del ministro Urbani hanno rimesso in discussione. «Credo che ora amministrazione, Ater e congregazione delle suore ha detto lo stesso deputato debbano riunirsi intorno ad un tavolo e, a fronte delle considerazioni del ministro, valutare con serenità ipotesi diverse».
Santa Capitario, progetto bocciato
Il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani ha boccia il progetto dell'Ater nel complesso Santa Capitanio a Piove di Sacco. L'area sarebbe sottoposta a vincolo in quanto riconosciuta di interesse storico artistico. L'onorevole Andrea Colasio ha presentato un'interrogazione al parlamento chiedendo al ministro se fosse a conoscenza del piano dell'Ater, che prevede la costruzione di edifici per oltre diciottomila metri cubi, nell'area occupata dalla Villa, dalla baronessa e dal brolo storico. Il ministro ha risposto che il complesso è ancora di proprietà della congregazione religiosa e che l'ente religioso ha presentato istanza per chiedere l'autorizzazione alla vendita all'Ater.
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