Salvo Sapio La cultura come istituzione, l'internazionalità per vocazione. L'Orientale è un pezzo di mondo nel microcosmo Napoli, è l'ateneo che più di tutti ha le porte aperte al confronto per offrire strumenti di lettura di quanto accade appena oltre le nostre frontiere. I progetti interculturali parlano tante lingue ma conducono a Napoli, sono momenti di incontro non solo tra accademici che mettono la città al centro dell'attenzione. L'esempio? Dalla Germania, da Magonza, 16 studenti di Psicologia dell'Università Johannes Gutenberg sono giunti a Napoli per un progetto interculturale dell'Orientale. Nelle loro frasi le istantanee di un mondo che scopre la cultura partenopea e ne diventa provincia. «Napoli è una città bellissima, molto diversa da come viene in genere descritta», «Napoli città pericolosa e sporca? Certo è vero, ma ci sono anche molti tesori da scoprire e non è tutto negativo», «I giovani napoletani non si rendono conto delle bellezze della loro città». Sono alcuni dei commenti dei giovani tedeschi. I loro pareri sono un'ulteriore conferma dell'importanza della conoscenza come mezzo per eliminare pregiudizi. «E di questo - spiegano dall'Orientale - la società contemporanea ha molto bisogno, perché la maggiore mobilità e la globalizzazione non sembrano favorire la reciproca comprensione, anzi paiono talvolta esasperare le differenze. Dunque oggi ancora più che in passato è necessario che le istituzioni scolastiche e universitarie siano impegnate a favorire il dialogo interculturale e che gli studenti degli anni nostri diventino capaci di gestire i conflitti nel contatto tra culture diverse». La prossima tappa in calendario metterà ancora in parallelo Napoli e la Germania. Il 15 giugno sarà la volta di «Italia-Germania: interculturalità tra passato e presente». Nel dipartimento del Mondo Classico, il professor Bergemann, dell'università di Goettingen, terrà una lezione nell'ambito del dottorato di ricerca in Archeologia, per presentare i risultati del progetto «Gela-Survey (2002-2007)», da lui diretto con la partecipazione di docenti, ricercatori e dottorandi italiani e tedeschi, provenienti dall'Università di Bochum e da altre Istituzioni italiane e tedesche. Nella stessa giornata gli studenti italiani e tedeschi potranno visitare insieme il centro storico sulle tracce della città antica, guidati da Bergemann e dalla professoressa Anna Maria D'Onofrio, docente di Archeologia Classica dell'Orientale. E, ancora, nell'ambito della convenzione internazionale tra l'ateneo di Ginevra e l'Orientale, la professoressa Giovannella Fusco Girard, e la professoressa Rosalba organizzano una scuola estiva in Semantica, pragmatica linguistica e trattamento automatico del linguaggio. Più avanti spazio anche all'Africa, ai paesi arabi, all'atlante mondiale delle lingue di Roland Breton