Tra le «passioni» di Matteo Messina Denaro c'è stata sempre l'arte e l'archeologia. Passioni comunque nutrite alla «sua» maniera, solo e soltanto per specularci. In alcuni «pizzini» dove racconta la sua vita, Messina Denaro scrive non a caso che con i traffici di arte di cui è specialista «potrebbe mantenersi». A fine anni '90, Matteo Messina Denaro aveva organizzato a Mazara del Vallo il furto del «Satiro Danzante» appena recuperato (marzo 1998) dal peschereccio «Capitan Ciccio» nel Canale di Sicilia, e mentre veniva tenuto in «ammollo» in acqua salmastra, in un edificio comunale, in attesa della partenza per Roma per il restauro. Tutto era pronto, un commando, un camion e il prezioso bronzo, che doveva finire intanto dentro una buca già scavata in un terreno, avrebbe preso la direzione verso la Svizzera, se non fosse stato che quella sera a Mazara i vigili urbani di guardia non decidevano di trascorrere la serata mangiando una pizza. Uno restò vicino al Satiro e l'altro si allontanò. Si era deciso, raccontò l'ex vigile urbano di Marsala, Mariano Concetto, uomo d'onore ora pentito, che si sarebbe atteso l'arrivo dell'altro vigile e al momento che il portone dell'edificio che ospitava il Satiro veniva aperto, avrebbero dato l'assalto a quegli sventurati per portarsi via il Satiro. Accadde invece che il vigile urbano non tornò solo: portava con se pizza e altra gente, e la «sorpresa» così non fu possibile farla, e qualche ora dopo - la mattina successiva - la statua venne imballata con destinazione il Centro Nazionale del Restauro, a Roma. Messina Denaro perse l'affare, e l'acquirente pronto per la statua di Prassitele. R. G. 15052011
SICILIA - Tra le passioni di Matteo Messina Denaro c'è stata sempre l'arte e l'archeologia
Matteo Messina Denaro, un noto trafficante d'arte, aveva organizzato il furto del Satiro Danzante, un bronzo antico, nel 1998. La statua era stata recuperata dal peschereccio Capitan Ciccio nel Canale di Sicilia. Tuttavia, il furto non riuscì a essere eseguito a Mazara del Vallo, dove la statua era stata tenuta in attesa del restauro, a causa di una sorpresa imprevista. Un vigile urbano, Mariano Concetto, aveva deciso di mangiare una pizza con un compagno, piuttosto che partecipare all'assalto al Satiro. La statua venne quindi imballata e spedita al Centro Nazionale del Restauro a Roma, mentre Messina Denaro perse l'affare.
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