OSTIA Antica potrebbe avere la sua piccola grande rivincita.A fronte di oltre dieci anni di stallo dall' ultimo intervento di restauro, sostenuto nel 2000 con 600 mila euro di fondi Giubileo, stanno per partire dopo l' estate tre progetti di riqualificazione dell' area archeologica. I lavori interesseranno il complesso progettato da Augusto con teatro, piazzale delle Corporazioni e Domus di Apuleio, il Palazzo Imperiale a rischio stabilità, che in questo modo potrà essere finalmente aperto al pubblico dopo una chiusura secolare,e il tratto finale del Decumano, dove spiccano la Schola del Traiano e il Cortile del Dioniso, oggi visibili solo in parte. Tre cantieri di massima urgenza, della durata triennale, che prevedono un costo di 12 milioni di euro. «L' impegno è di reperirei fondi necessari,e dopo l' estate iniziamo le procedure di affidamento dei lavori», annuncia il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro che ieri ha effettuato il sopralluogo al sito. In situazioni allarmanti versano gli straordinari mosaici figuratia tasselli bianchi e neri che rivestono il quadriportico delle Corporazioni, che fungeva da Borsa del mercato romano: «Per recuperarli, andrebbero staccati e rimessi su un supporto, togliendo gli strati cementizi e reintegrati», dice Angelo Pellegrino direttore degli scavi. Quanto al teatro (per cui Giro rivendica più attenzione nella selezione di eventi teatrali estivi), scavato da Gismondi negli anni ' 20 e ricostruito in blocchi di tufo e laterizi negli anni ' 30, serve una bonifica specifica sulle gratinate che ormai appaiono consumate. «Dovremo smontare i blocchi degradati e sostituirli con un tufo adeguato magari rilasendo alla cava originaria - osserva Marco Merelli direttore tecnico - E prevedere un sistema di deumidificazione per risolvere le infiltrazioni d' acqua all' interno dei corridoi». Problema annoso rimane quello dell' amplificazione dell' area museale, per esporre tesori chiusi nei depositi o dispersi in varie sedi, come il famoso Opus Sectile di Porta Marina, considerato l a "Gioconda di Ostia Antica", oggi conservato al Museo dell' Alto Medioevo per mancanza di spazi. In tal senso, Giro spera che la Camera di Commercio possa essere coinvolta nel rientro dell' opera sostenendo un progetto di allestimento espositivo. Dettaglio da non trascurare è la manutenzione ordinaria di un' area, come quella di Ostia Antica, di ottanta ettari: «Accanto ai nuovi interventi, fondamentale rimane l' attività di monitoraggio - avverte la soprintendente ai Beni archeologici di Roma Anna Maria Moretti - a fronte di un personale tecnico che negli ultimi anni è andato sempre più assottigliandosi». Basti considerare che il sito vanta un solo operaio, due restauratori, due architetti e quattro archeologi, in parte in via di pensionamento. Irrisolta la questione del Museo delle Navi, chiuso dal 2002 per adeguamento a norme antisismiche oltre a conservare il tetto in eternit. Per questo, rimane ancora da decidere la destinazione ultima della nave romana rinvenuta a fine aprile. Anche se il sindaco di Fiumicino Mario Canapini chiede che nel progetto di raddoppio dello scalo aeroportuale, sia studiato un sistema di expo di reperti d' eccellenza come la nave.
ROMA - Dal teatro alla Schola di Traiano via al restyling di Ostia Antica
In Ostia Antica, tre progetti di riqualificazione dell'area archeologica stanno per partire dopo oltre dieci anni di stallo. I lavori prevedono un costo di 12 milioni di euro e interessano il complesso progettato da Augusto, il Palazzo Imperiale e il tratto finale del Decumano. Il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro ha annunciato che inizieranno le procedure di affidamento dei lavori dopo l'estate. I progetti includono la bonifica del teatro, la ripristino dei mosaici e la creazione di un sistema di deumidificazione. La manutenzione ordinaria dell'area è fondamentale, ma il personale tecnico è in via di pensionamento.
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