Paolo Culiersi è stato preside di scuola media: ora, in pensione, messi via i libri da leggere, s'è trovato a custodire la biblioteca di Carducci. Umberto Arnone è un ex bancario che da tanto si destreggia tra i capolavori dell'arte medievale bolognese, dispensando piccole perle di conoscenza agli stranieri curiosi che entrano nel museo di via Manzoni. Carla Maggiolo, costretta a lasciare presto la scuola, dopo tante ore passate al Museo Morandi s'è innamorata dell'arte. Carmen Tacconi invece si definisce una "pasionaria" della sinistra, «vittima del capitalismo»: ha lavorato tanto e s'è accorta di aver vissuto troppo a lungo senza conoscere la bellezza che la circondava. Tutti loro sono solo alcuni degli angeli custodi dei musei bolognesi, le presenze discrete che sorvegliano i tesori d'arte: i volontari dell'Auser. Sono circa un centinaio, ma il loro numero varia a seconda dei periodi, impegnati nei musei civici, grazie a un accordo quadro tra Comune e Associazione. Insostituibili ormai. Non ci fossero loro, i musei vittime dei tagli a stento rimarrebbero aperti. Nel '92, l'Auser fu fondata e pensata come un'associazione che aiutasse gli anziani a sentirsi meno soli, offrendo loro un'occupazione. Oggi è un importante alleato delle amministrazioni e della cultura, nel colmare vuoti gestionali. «È come una grande famigliaspiega Carla Maggiolo. C'è stato un momento della mia vita in cui mi sono trovata sola e forse mi sarei chiusa in casa. Invece sono entrata nell'associazione e da 17 anni sorveglio le sale del Museo Morandi. Bisogna essere presenze discrete ma attente. Dopo tanto tempo ho imparato ad apprezzare questo artista e mi piace andare in giro per le città a vedere le mostre». Anche Carmen Tacconi lavora al Morandi e come la collega «Vado a casa che sono ricca», sottolinea. Ha iniziato con la mostra dei Carracci all'Archeologico, «poi ho sorvegliato le mostre di Andrea Emiliani. Ora ho imparato a conoscere Morandi, ma sono innamoratissima anche di Folon». Non possono fare visite guidate ma «La cosa bella - spiega Umberto Arnone - è vedere che i turisti stranieri, a cui hai dato alcune informazioni, vanno a casa salutandoti, grati di aver imparato qualcosa in più che non si aspettavano». Prima di entrare nei musei frequentano brevi corsi di formazione e sono sempre coordinati da un responsabile più esperto. Ma sentendo guide e professori parlare di uno stesso argomento diventano anche loro informatissimi. «Mi sono fatto una vera culturaconfessa Paolo Culiersi. Tanto che su Carducci ho scritto anche un libro, insieme a mia figlia Claudia, pubblicato da Patron». In dieci per turno a Palazzo solo tre all'Archeologico. IL NUMERO dei volontari presenti nei musei varia a seconda degli orari, delle giornate e delle mostre temporanee allestite. A contatto con i visitatori, spesso sono più gli «ausiliari» dei dipendenti comunali. Alle Collezioni di Palazzo d'Accursio sono presenti fino a dieci volontari per turno, sparsi tra le tante sale del museo, affiancati da quattro dipendenti con mansioni di front office. AI Medievale i volontari sono tre per turno, a fianco di quattro dipendenti a tempo pieno e un part time. Ma tra uffici, amministrazione e direzione i dipendenti dei Musei d'arte antica (cui fanno capo le Collezioni) sono 25. Anche all'Archeologico, il più visitato, i dipendenti sono 25. Ogni giorno sono presenti 12 persone: tre volontari per turno (aumentano però il sabato e la domenica), otto dipendenti, un operatore esterno per la biglietteria. Al Museo Morandi, il più noto ai turisti, i volontari sono quattro per turno, affiancati da tre dipendenti nelle sale, più un operatore di una agenzia. La Gam ha 28 dipendenti in tutto, ma al Mambo nessuno di loro ha mansioni di front office: sui i volontari sono sempre quattro per turno, affiancati da sette-otto operatori esterni.
BOLOGNA - La vita e le storie degli angeli custodi dei nostri tesori d'arte. In tutto sono un centinaio, insostituibili: senza di loro molte sale sarebbero chiuse
In Bologna, i musei civici sono aperti grazie all'aiuto di volontari. Circa un centinaio di persone, tra cui ex anziani, lavorano nei musei civici, come il Museo Morandi, il Museo d'Arte Antica e il Museo Archeologico. I volontari sono stati fondati nel 1992 come associazione per aiutare gli anziani a sentirsi meno soli, ma oggi sono un importante alleato delle amministrazioni e della cultura. I volontari sorvegliano le sale dei musei, aiutano i visitatori e sono spesso più informati dei dipendenti comunali. Il numero di volontari varia a seconda degli orari e delle mostre temporanee, ma sono sempre presenti per garantire la gestione dei musei.
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