LOCRI - Immediata replica di Rossella Agostino, funzionario archeologo della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria, responsabile della Locride, alla nota di disappunto (pubblicata mercoledi scorso) inviata alla nostra redazione da Leonardo Sansalone, cittadino di Portigliola, per segnalare quello che ha definito «lo stato di degrado generale» in cui versano i siti archeologici di Locri-Portigliola. Agostino risponde illustrando scrive «lo stato delle aree attualmente ricadenti nel Parco archeologico di Locri Epizefiri che forse (Sansalone, ndr) ultimamente non ha visitato o ha visitato troppo frettolosamente per cui non ha avuto modo di vedere le attività di diserbo e manutenzione del verde attualmente in corso. Attività che vengono annualmente programmate dalla Soprintendenza secondo un calendario definito sulla base dello stato dei luoghi e della tipologia di vegetazione e, naturalmente, tenendo conto dei fondi destinati dal ministero per i Beni culturali al funzionamento ed alla manutenzione di ogni Museo statale e di ogni sito archeologico di proprietà del Demanio dello Stato». L'archeologa aggiunge che «l'estensione del Parco archeologico di Locri è notevole, e se ciò ci fa molto piacere per la consistenza e la valenza delle emergenze oggi a vista, tale estensione ne rende più difficoltosa la gestione tenuto conto della carenza di personale. Va certamente sottolineato che l'esperienza del personale di Soprintendenza preposto aiuta a colmare molte delle lacune legate al più ampio problema della gestione del patrimonio culturale a livello nazionale da parte dello stesso ministero». Nella sua nota, alla quale allega una foto del sito di Centocamere, Agostino evidenzia pure che «le Amministrazioni comunali, talvolta, hanno collaborato fattivamente con la Soprintendenza per affrontare alcuni problemi inerenti la manutenzione e la pulizia dei siti ricadenti nel loro comprensorio territoriale: è il caso del sito della Villa romana di Casignana. Si è anche avviata in tal senso una concreta collaborazione con l'Afor: il Teatro greco che ricade nel comune di Portigliola e rientra nell'area del Parco, è proprio uno dei settori in cui il lavoro di pulizia è quasi concluso». Evidenzia, altresì, «quanto la prassi burocratica intralci e rallenti frequentemente il corso delle attività dell'Amministrazione inerenti alla gestione e agli interventi nelle aree archeologiche». A Sansalone suggerisce, infine, «di promuovere una giornata di lavoro volontario al Parco per migliorarne ulteriormente le condizioni e godere delle bellezze archeologiche del sito».
CALABRIA - La dirigente della Soprintendenza replica alla garbata segnalazione di un cittadino di Portigliela. Agostino: I siti archeologici sono stati ripuliti
La Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria, responsabile della Locride, ha risposto a una nota di disappunto inviata da Leonardo Sansalone, cittadino di Portigliola, per segnalare lo stato di degrado dei siti archeologici di Locri-Portigliola. L'archeologa Rossella Agostino ha spiegato che le aree attualmente ricadenti nel Parco archeologico di Locri Epizefiri sono state oggetto di attività di diserbo e manutenzione del verde, annualmente programmate dalla Soprintendenza.
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