«Il Salone è una cosa bellissima e la capitale dell'editoria è da queste parti». «ll Museo del libro è una buona idea e per le buone idee i soldi si trovano sempre». E ancora: «Roma deve lasciare vivere il Torino Film Festival e imparare da questa città». Sono le affermazioni pronunciate giovedì dal ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan durante la visita inaugurale della kermesse tra Lingotto e Oval. Che il capoluogo piemontese si trovasse in un momento di grazia, tra festeggiamenti per Italia 150, musei tirati a lucido, alpini e folle in delirio, non era un mistero. Ma ora, per la prima volta, un responsabile del governo, per di più di centrodestra, arriva qui, non dedica nemmeno una parola all'imminente competizione elettorale (nonostante avesse di fianco il candidato della sua parte) e riconosce il ruolo torinese, lo indica anzi come esempio da seguire. Che cosa ne pensano i responsabili della cultura sotto la Mole, spesso timorosi di scippi e abbandoni da parte della capitale? «ll ministro ha avuto l'approvazione dei torinesi, per il suo comportamento impeccabile sul piano istituzionale e per avere riconosciuto alla città una centralità culturale che li ha gratificati, anche se ormai sono in molti a riconoscerla dice il patron del Salone del Libro Rolando Picchioni. Merito del primato nell'editoria e nelle arti visive, ma anche della futura funzione di sede per il Centro per il Libro, di cui la mostra allestita in fiera dovrebbe essere il nucleo fondativo. Insomma, tutto questo mi pare bene augurante anche per il Salone». ll direttore regionale dei Beni culturali Mario Turetta non concorda sul fatto che Galan sia in controtendenza rispetto ai predecessori: «Ci tengo a dire che il ministro ha ribadito un'attenzione che in realtà nel mio ambito c'è sempre stata. Riconosco anche a chi è venuto prima di lui un'attenzione al patrimonio piemontese, ma d'altronde non poteva che essere così. ll nostro sistema è considerato un modello di gestione da parte dell'amministrazione centrale». Turetta spiega anche che i contributi per il Centro del Libro in realtà ci sono già: «Come ha detto ieri il ministro, per le buone idee i soldi si trovano. Noi abbiamo già 6 milioni per l'adeguamento del Castello di Moncalieri, anche a futura sede del Centro del Libro: tre rientrano nel Protocollo d'intesa firmato a gennaio da Mibac e Compagnia di San Paolo, gli altri sono di Regione e Ministero». «Conosco da tempo Giancarlo Galan, era governatore del Veneto quando dirigevo il Festival di Venezia dice al telefono da Cannes il direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera È persona di grande franchezza, con una visione personale: se dice qualcosa è perché ci ha riflettuto. Alla luce di questo, mi fanno particolare piacere le parole spese per Torino e il suo festival». Barbera conferma che il successore di Bondi non ha mai nascosto il giudizio negativo sulla Festa del Cinema di Roma, dato che nessun paese può permettersi due festival: «Il suo distinguo tra Roma e Torino dimostra che conosce la situazione, sa che la nostra manifestazione possiede una forte identità e non si trova in conflitto con le altre. Non si può che apprezzare da una parte il fatto di trovarsi di fronte a un ministro competente, dall'altra che questi dimostri di conoscere la situazione torinese, additandola come esempio. Ritengo si possano nutrire aspettative verso chi rivela un giusto atteggiamento nei confronti della nostra città».
TORINO - Galan ridà fiducia alla cultura cittadina "Ha riconosciuto la nostra centralità"
Il ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan ha visitato il Salone del Libro di Torino, riconoscendo la città come esempio di centralità culturale e di gestione del patrimonio. Il direttore del Museo del Libro Rolando Picchioni ha espresso soddisfazione per il comportamento del ministro, che ha anche ribadito l'attenzione dell'amministrazione centrale verso il patrimonio piemontese. Il direttore regionale dei Beni culturali Mario Turetta ha confermato che i contributi per il Centro del Libro sono già presenti, mentre il direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera ha espresso apprezzamento per le parole del ministro, che dimostrano conoscenza della situazione torinese e della forte identità del festival.
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