Sant'Antioco. Catalogati dai funzionari del ministero dei Beni culturali Migliaia di pezzi custoditi nella vecchia pretura Decine di migliaia di reperti in cerca di uno spazio nei musei. Provengono da tutto il Sulcis e sono conservati nell'ufficio distaccato di Sant'Antioco del ministero dei Beni culturali. Vanno dalla civiltà nuragica sino a quella medievale. Si trovano dentro una palazzina, un tempo sede della pretura, composta da due piani più i sotterranei: 12 stanzoni di cui alcuni blindati. REPERTI. I reperti sono circa 50 mila di cui 20 mila provenienti solo da Sant'Antioco. L'ufficio del territorio, composto da sei addetti, opera nella città sulcitana ormai da trenta anni li ha catalogati e restaurati «Attraverso un programma attivato recentemente - spiega il direttore Franco Mereu - abbiamo una cartografia precisa dei luoghi di ritrovamento e conoscenza globale di tutti i reperti che custodiamo». Vanno dal coccio alla statua. Da quelli di poco valore ai più preziosi e unici. Danno uno spaccato di millenni di storia, della vita e delle usanze di popoli e civiltà diverse. Per questo motivo molti studenti, laureandi e ricercatori vengono a Sant'Antioco per consultare archivi e studiare territorio e reperti. «Arrivano da diverse parti d'Italia e anche dall'estero come Spagna e Tunisia - dice il direttore - preparano tesi di laurea e tirocini, studi e relazioni». I reperti provengono da scavi ufficiali e donazioni private, Ci sono anche numerosi materiali recuperati grazie a carabinieri, guardia di finanza e polizia. Ma negli uffici della soprintendenza di Sant'Antioco vengono custoditi anche quelli recuperati in seguito a sequestri da parte delle forze dell'ordine, inchieste giudiziarie e processi. METALLI E CERAMICHE. Il campionario comprende ceramiche e metalli di varie epoche, brocche, piatti, lucerne, anfore, lacrimatori, frammenti di statue in marmo e ceramica, oggetti metallici come sigilli e bottoni. In cassaforte invece sono custoditi monili in oro e pasta vitrea. «Sono tutti reperti che, quando deciderà la soprintendenza, potranno essere esposti nei musei - continua Franco Mereu - sia per alternare quelli già presenti che per allestire nuove sale e nuovi musei». Nuovo MUSEO. Molti reperti sono destinati a nuove sale espositive da aprire nei paesi da cui provengono. Tra questi Matzaccara per quanto riguarda la necropoli di Locci Santus, San-t'Anna Arresi e Perdaxius per quelli ritrovati in nuraghi oggetto di scavi recenti. Attualmente gli addetti dell'ufficio di Sant'Antioco sono impegnati a Villamassargia per la sistemazione dei reperti di Casa Fenu, ricco patrimonio proveniente da scavi eseguiti nelle campagne del paese. Un scrigno sinora aperto solo agli addetti ai lavori che ha rappresentato una gradita sorpresa quando per la prima volta è stato presentato al pubblico in occasione della settimana della cultura. NUMERI 50000 I reperti catalogati catalogati nel magazzino 2500 I reperti esposti nel Museo archeologico 25000 I visitatori che ogni anno arrivano nel Museo archeologico inaugurato nel 2006
Sardegna, Sant'Antioco. Reperti in cerca di museo
A Sant'Antioco, nella vecchia pretura, sono stati catalogati migliaia di reperti archeologici provenienti da tutto il Sulcis. I reperti, che includono ceramiche, metalli, oggetti in marmo e ceramica, sono stati catalogati e restaurati dall'ufficio del territorio. La soprintendenza ha una cartografia precisa dei luoghi di ritrovamento e una conoscenza globale dei reperti. I reperti sono stati recuperati in seguito a scavi ufficiali, donazioni private e sequestri da parte delle forze dell'ordine. Molti reperti sono destinati a nuove sale espositive nei paesi da cui provengono. L'ufficio del territorio è impegnato a sistemare i reperti di Casa Fenu a Villamassargia.
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