Solo l'altro giorno il ministro Galan, in visita elettorale e tuttavia in visita al Porto vecchio, ha annunciato di voler portare a un tavolo nazionale la questione dell'antico scalo. Ma intanto vicende più che annose sembrano mettersi in corsa, per il momento al di sopra della questione Punto franco, tanto dibattuta, ma su cui la sentenza del Tar del Lazio avversa all'associazione Punto franco vecchio ha dato, già nel 2008, parere chiaro. E poi c'è un fatto: Greensisam già da un pezzo gode sui terreni in concessione della «sospensione» dello status di Punto franco, per decreto prefettizio. Stessa modalità verrà messa in atto per la mostra voluta da Sgarbi al Magazzino 26 come estensione del Padiglione Italia della Biennale, che sta mettendo le ruote anche con l'arrivo di soldi pubblici, in primis i 50 mila euro deliberati dal Consiglio comunale. Poi è decisa la rotatoria d'accesso su viale Miramare, realizzata da Portocittà, e ora arriva notizia che quasi a 10 anni dalla concessione anche Greensisam può metter mano ai «suoi» magazzini. Quell'area (37 mila metri quadrati), che confina con la concessione di quasi tutto il restante a Maltauro-de Eccher, era già passata per i disegni dell'architetto Mario Botta, per un'ipotesi di abbattimento di un magazzino, di sopraelevazione di un altro, per le proposte del progettista di Greensisam, Gennaro Albamonte, bocciate dall'ex direttore regionale dei Beni culturali, Roberto Di Paola, che aveva contestato piazzali di stile moderno, aiuole, rifacimento non ortodosso di facciate. Qualche aggiustamento, ma il fascicolo era stato poi fermato anche dal nuovo soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici, Luca Rinaldi. Da qui un lavoro di mesi, da entrambe le parti descritto «di ottima collaborazione», nonostante gli strali che ora si abbattono (senza il sostegno del ministro) sugli organi di tutela del patrimonio.