Più serate in Arena più soldi: e la somma dei concerti extra lirica fa cassa a Palazzo Barbieri L'assessore: «Presto in giunta per l'approvazione. Il contributo di 50 centesimi sarà versato al Comune su un conto dedicato» Rinnovo il mio appello ai "mecenati": finanziate alcuni restauri Più soldi con più concerti e musical in Arena. E il Comune stringe i tempi sul progetto della tassa di soggiorno per finanziare restauri di monumenti. Le otto serate in più extralirica concesse dal ministro dei beni culturali Galan porteranno nelle casse del Comune, gestore del monumento, circa 250mila euro. La somma si aggiungerà ai circa 700-800mila euro incassati ogni anno da Palazzo Barbieri dalle 25 serate al di fuori del Festival lirico estivo, che ne occupa 50 (la Fondazione Arena utilizza gratis l'anfiteatro romano). L'assessore all'edilizia pubblica Vittorio Di Dio tira un sospiro di sollievo, ma non abbassa la guardia, anche perché il suo appello ai mecenati della città ad adottare un monumento, sull'esempio dell'imprenditore Diego Della Valle che ha stanziato 25 milioni per restaurare il Colosseo, è caduto nel vuoto. «Di 250mila euro, come su qualsiasi somma, non posso che essere contento», dice, lui che fra l'altro ha chiesto a Galan soldi dal Governo a fronte di una necessità di 12 milioni per sistemare impianti e strutture, ma soprattutto sta illustrando alle categorie economiche «Salva un monumento», il progetto che porterà a breve in Giunta sperando che venga approvato. Verona dunque prova ad allinearsi ad altre città estere, ma anche a Firenze e Venezia, secondo gli auspici già espressi dall'assessore regionale al turismo Marino Finozzi e del presidente dell'Anci Veneto Giorgio Dal Negro, favorevoli alla tassa di soggiorno come il ministro del turismo MichelaVittoria Brambilla secondo cui, però, è necessario che i Comuni si accordino con le categorie. «E' quanto sto facendo dopo aver illustrato il mio progetto a Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Casa Artigiani, Confartigianato e Associazione artigiani, e mi manca solo la Cna», dice Di Dio. «Ho spiegato agli operatori anche i vantaggi di natura fiscale che potrebbero ottenere, oltre a quelli di immagine». Gli esercenti aderenti all'iniziativa di bar e ristoranti, pasticcerie, panetterie, boutique e negozi di ogni genere, si spiega nella brossure del progetto chiedono ai clienti una maggiorazione di mezzo euro per ogni acquisto o spesa superiore a 25 euro. La richiesta va fatta però prima di emettere lo scontrino, in quanto il versamento sarebbe volontario. Se il cliente accetta l'esercente emette lo scontrino maggiorato di 50 centesimi, inserendo la voce "donazione per monumenti". La maggiorazione viene versata al Comune su un conto dedicato, finalizzato appunto a restauri di monumenti o di uno in particolare. «n centro storico di Verona è patrimonio dell'Unesco e quindi dell'umanità e trovo corretto, oltre che democratico, che l'umanità, se le persone lo desiderano, venga coinvolta come i veronesi per salvaguardare i monumenti», commenta Di Dio. «Rinnovo comunque il mio appello ai mecenati: chiunque voglia contribuire si metta in contatto con noi e troveremo il monumento, anche piccolo, da finanziare, sul modello del pozzo Mazzanti, che stiamo sistemando d'intesa con i commercianti con una spesa di circa. 35mila euro. E lo stesso a cui puntiamo per il pozzo dell'Amore, che anche se danneggiato e provoca disagi non può essere certo eliminato».