Mostra del Lido. Miracco: «Pensiamo a una struttura non solo per il festival». Summit con Orsoni Galan: «Nuovo Palacinema. Il progetto è da rifare» Il ministro: bisogna avere un'idea nuova e agire con coraggio Paolo Baratta: Necessaria una variante per contenere i costi Andrea Martella: Galan spieghi quali sarebbero le nuove idee Qualcuno potrà dire che la vicenda è nata male e finita peggio. E in effetti è andata più o meno così visto che ieri il sole è tramontato sulla lunga e incompiuta storia del nuovo palazzo del Cinema del Lido. E' bastata una frase del ministro Giancarlo Galan che aggirandosi per Cannes in clima di Festival ha sganciato una bomba decisamente più radioattiva dell'amianto che riposa sotto i cantieri del Lido. «Non ho nessuna intenzione di continuare a insistere per la costruzione di questo palazzo del cinema - ha spiegato il ministro - bisogna avere un'idea nuova e agire con coraggio». Quale sia questa idea però non è stato chiaro fin da subito. E' stata infatti necessaria una precisazione tardiva del consigliere di Galan, Franco Miracco, per capire che il ministro intendeva semplicemente «riconsiderare la progettazione dell'opera». «L'idea nuova a cui pensa Galan è dotare, in tempi brevi il Lido di una struttura che sia diretta principalmente al festival di Venezia ma anche ad altre attività, non solo cinematografiche», dice Miracco. Non si parla più di un «nuovo palazzo del cinema», dunque. Ma di un «nuovissimo palazzo del cinema». Un'opera che stralcerà l'attuale progetto e potrebbe escludere anche l'attuale costruttore (la Sacaim) e che quindi costringerebbe a rivedere l'intera visione di riqualificazione dell'isola veneziana. Un palazzo del cinema comunque ci sarà. «Non continuando in questo modo però», aggiunge Galan perché, parafrasando il ministro: così non si va proprio da nessuna parte. Niente paura allora. «Galan ha sempre indicato nel palacinema una priorità - alza le mani il presidente della Biennale Paolo Baratta - il ministro ha sempre e solo parlato della necessità di rivedere il progetto per ridurre la profondità dello scavo. Una variante per contenere i costi e superare l'impasse dopo la nuova scoperta dell'amianto». Non tutti però sono stati così serafici. «Credo sia doveroso - interviene il deputato del Pd Andrea Martella - che Galan spieghi al parlamento quali sarebbero le nuove idee che ha in mente e come pensa di attuarle senza uno spreco inaccettabile di denaro pubblico». «Quando abbiamo sollevato qualche domanda sul futuro del palazzo del cinema siamo stati invitati a non rompere troppo le scatole - rincara la dose Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 - sarà il caso tuttavia di mettere un punto fermo perché la Biennale e la Mostra del Cinema non hanno certo bisogno di caos e incertezza». L'interpretazione delle sue parole, il ministro comunque la farà solamente di fronte al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e al commissario straordinario Vincenzo Spaziante perché già la settimana prossima i tre potrebbero incontrarsi per iniziare tutti insieme un nuovo percorso. D'altra parte già un paio di settimane fa, era stato proprio il commissario, dopo le rilevazioni sulla tossicità dell'area del cantiere, a suggerire un cambiamento sensazionale di programma. «Credo che Galan abbia presente quali sono i problemi del Lido e conto che continui sulla linea che ha espresso fin dal suo insediamento», è intervenuto Orsoni che si è detto «felice di sapere che GaLan si stia interessando alla partita del Lido». D'altro canto l'amministrazione comunale veneziana non vuole nemmeno sentir parlare lontanamente di un'eventuale tramonto del palacinema. I denari per l'operazione sono già stati messi a bilancio con la vendita dell'ex ospedale al mare e, a guardare le cifre in colonna, sono stati già in parte spesi. Le affermazioni di Galan però hanno riaperto le polemiche già da tempo sollevate dalle associazioni ambientaliste del Lido che proprio due giorni fa hanno presentato un manifesto contrario all'attuale progetto del palacinema sottoscritto da decine di docenti universitari, architetti e intellettuali veneziani come Mario Piana, Maurizia De Min, Edoardo Salzano, Francesco Indovina, Stefano Boato, Maria Rosa Vittadini, Marcello Balbo, Virginio Bettini, Alvise Benedetti, Francesco Vallenari, Alberto Ongaro e Lele Vianello. Non solo. Le polemiche sono andate ben oltre i confini della laguna quando Galan ha ricordato che il «nuovissimo palazzo del cinema» dovrà competere con Cannes e non certo con Roma che non dovrebbe avere alcun festival. «A Parigi, per esempio, i francesi non si sono mai sognati di fare un festival», dice Galan sollevando le ire del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e della governatrice del Lazio Renata Polverini. «Non si è mai visto in nessun paese normale che dei ministri facciano dichiarazioni contro la loro capitale», dice Zingaretti. «Non vogliamo essere costretti a ricordare ancora una volta a Galan che Roma è da sempre considerata la capitale del cinema italiano», conclude Polverini. La scheda Quattro modifiche in sei anni Il progetto di Palazzo del Cinema è stato presentato nel settembre del 2005 dal gruppo di architetti «51» vincitori del concorso indetto dalla Biennale. Il progetto prevedeva la realizzazione di una struttura da 18.500 metri quadri in grado di contenere una sala da 2.400 posti e altre tre sale da 320, 120 e so. L'appalto per la realizzazione del progetto viene vinto da Sacaim e Gemmo e la prima pietra viene posata da Massimo Cacciai nell'agosto del 2008. Già nel 2009 però iniziano i primi problemi: il disegno iniziale viene infatti modificato una prima volta. Anche il secondo progetto però è destinato a cambiare. Con la scoperta dell'amianto i costi levitano da 137 milioni di euro a 157. Il progetto cambia poi una terza volta per una diminuzione dei finanziamenti attesi: il commissario risolve dimezzando i posti previsti, tagliando le sale piccole e facendo così rientrare i costi in 128 milioni di euro. Il mese scorso viene infine rinvenuto ulteriore amianto a tre metri di profondità e i costi previsti salgono per la quarta volta di altri 20 milioni.