«Un piano da 120 milioni, ne sono stati già spesi 20». Baratta: per il momento nessun blocco Galan spiazza la Biennale. Nuovo attacco al Festival di Roma e Alemanno protesta Il ministro «Mi vergogno, come cittadino e come ministro, a usare tutti questi soldi per fare un buco» Il nuovo Palazzo del cinema di Venezia è finito su un binario morto. È stato trovato l'amianto fino a nove metri sotto terra. Al cantiere, il buco con la gru e le ruspe è ancora lì: sarà ricoperto e si ricomincerà tutto da capo, oppure si cambierà il progetto. La decisione verrà presa il 20 maggio alla Conferenza dei servizi con gli enti locali. Sembra certo che quel Palazzo non si farà, al suo posto potrebbe nascere una struttura non solo destinata al cinema L'annuncio clamoroso dello stop lo fa il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan, in un incontro tutt'altro che istituzionale al Festival di Cannes, dove apre un secondo fronte, riaccendendo le sue polemiche col Festival del cinema di Roma che suscitano le reazioni indignate sia del sindaco Alemanno che del Pd. Prima, però, la tegola sul Lido. Galan: «Io non ho intenzione di insistere perla costruzione, visti i costi elevati per eliminare l'amianto. Bisogna avere un'idea nuova Quello è un progetto da 120 milioni, ne sono stati spesi 20 solo per astrarre l'amianto e mica è finita, ce ne vogliono altri 15. Se continuiamo così, a settembre comincia la Mostra e si continua a scavare. Mi vergogno, come cittadino e come ministro, a usare tutti questi soldi per fare un buco. Occorre cautela, c'è un appalto aggiudicato e aziende che stanno lavorando. Questa storia è messa malissimo, è una roba che mi angoscia». II presidente della Biennale Paolo Baratta cade dalle nuvole, ottenendo anche la solidarietà di consiglieri del ministero: «Non è sul tavolo che il nuovo Palazzo del cinema non si faccia più, in questo momento non la considero neppure un'ipotesi, resto al fatto che tra le priorità indicate a suo tempo da Galan c'è il nuovo Palazzo. Il ministro aveva parlato della necessità di rivisitare il progetto per ridurre la profondità dello scavo. L'ipotesi, dopo la scoperta dell'amianto, è di una variante per alleggerire lo scavo, un modo per contenere i costi e superare l'impasse. Io, da ex ministro dell'Ambiente, dico che sull'amianto abbiamo norme ossessive e autolesioniste, ma vanno rispettate». «Mi ritrovo con Baratta replica a sorpresa Galan -, è una follia proseguire all'oscuro, che almeno smettano di scavare, mi rifiuto di essere il ministro che procede per realizzare un'incompiuta». È un ping pong con Baratta, il quale aggiunge che intanto c'è la «riqualificazione della sala grande al vecchio Palazzo del cinema, per la prossima Mostra sarà riportato così com'era nel 1937, ripristinando quegli elementi architettonici che furono cancellati negli anni 'So con interventi leggeri e volgari». Ancora Galan: «Il punto su cui Venezia è indietro rispetto a Cannes è nelle infrastrutture e nei servizi. Penso ai prezzi degli alberghi. E poi mentre qui dopo il festival gli eventi si susseguono, il Lido dopo la Mostra muore, tutti a casa, è un atteggiamento tipicamente statale». Quanto al Festival del cinema di Roma, Galan l'ha sempre visto male. Ieri l'ha visto peggio (e il direttore della Mostra Marco Muller dice che «il ministro fa bene il suo mestiere»). «Venezia è il festival italiano. Ogni nazione ne ha uno di riferimento. In Francia esiste il Festival di Parigi?». Signor ministro, sta dicendo che Roma deve chiudere? «Deve prendere una strada completamente diversa togliendo qualsiasi dubbio di concorrenza. Roma va bene, ma deve avere un'identità diversa, anche nelle apparenze. Potrebbe essere un festival tematico». Dunque, se non chiuso, ridimensionato? «Disperdere le forze è un errore». Ma il suo ministero a Roma dà gli spiccioli, si fonda su altre risorse. «Non è vero, smettiamola con questa ipocrisia, quelle risorse potrebbero essere destinate ad altre cose. Smettiamola di dire che Roma si sostiene con le sue gambe. Chi sostiene il Comune? Poi il sindaco Alemanno potrà dire quello che vuole, questo è il mio pensiero». Alemanno: «Il Festival di Roma non si tocca, il 69 per cento del budget proviene da sponsor privati e l'indotto che genera è di 220 milioni, Galan continua negli stessi errori senza documentarsi». Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: «Roma paga un prezzo enorme per questo stillicidio di accuse e denigrazioni. E poi qualcuno informi Galan, anche Parigi ha il suo Festival del cinema, del tutto simile al nostro».
Venezia, stop al Palazzo del cinema Costa troppo rimuovere l'amianto
Il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan ha annunciato che il nuovo Palazzo del cinema di Venezia, con un budget di 120 milioni, non si farà più a causa della scoperta di amianto fino a nove metri sotto terra. Galan ha anche criticato il Festival del cinema di Roma, accusandolo di essere un "buco" e di non avere un'identità diversa. Il presidente della Biennale Paolo Baratta ha risposto che il progetto non è stato mai sul tavolo e che la decisione di smettere di costruire è stata presa solo per motivi di sicurezza. Galan ha anche affermato che il Festival di Roma si sostiene con risorse private e che il Comune di Roma non è in grado di sostenere il festival.
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