GARDONE RIVIERA (BRESCIA) La facciata dalla casa del Vate appare imperturbabile, a parte una crepa, simile a una ruga, che parte dal fregio con il levriero che sormonta il portone e arriva al tetto. Sempre dai muri della Prioria, così si chiama la casa in cui Gabriele D'Annunzio trascorse buona parte della sua esistenza di poeta soldato, si è staccato un calcinaccio; si capisce, però, che a farne le spese, è stato solo 1'intonaco. Il Vittoriale se l'è vista brutta con la scossa sismica, forse è ammaccato, ma ancora fieramente in piedi. Ieri la casa di Gabriele D'Annunzio era chiusa alle visite «causa terremoto», come è scritto su un cartello all' ingresso del parco. In realtà, i muri portanti della Prioria non sembrano aver subito danni, spiega la dottoressa Giovanna Ceccarelli, componente del Consiglio d' amministrazione della Fondazione Vittoriale su nomina del Ministero dell'Istruzione, ma, in via precauzionale, si è deciso di chiuderla, fino a quando un'apposita commissione di vigili del fuoco e tecnici stabiliranno che non vi sono pericoli e la renderanno nuovamente agibile. «Certo qualche oggetto si è rotto - ha detto Giovanna Ceccarelli. Oggetti in ceramica e di vetro, caduti a terra. Ma sono davvero pochi e i restauratori esistono per questo e potranno ricostruirli». I nove ettari di parco acquistati da D'Annunzio da un nobile tedesco dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e riadattati al suo gusto eccentrico, sono particolarmente silenziosi, in una stagione priva di turisti. Sono stati visitati da una scolaresca di Bari che ha avuto la sfortuna di capitare sul lago di Garda nel giorno del terremoto e ha dovuto accontentarsi degli esterni. Sono rimasti intatti il giardino all'italiana, l'Arengo, luogo dedicato ai riti celebrativi, la fontana del Delfino. Anche la nave Puglia rimane incastonata da quasi un secolo nella collina che sovrasta Gardone e la scossa non ha certo scalfito 1' acciaio di cui è fatta. Una crepa, invece, percorre orizzontalmente la parte alta del muro della rimessa in cui è custodito il Mas 96 con cui il poeta-guerriero compì nel 1918 la beffa di Buccari. Anche il piccolo mausoleo che ospitò per qualche anno la salma di D'annunzio è stato violato dalla forza della natura: il terremoto ha smosso la lapide, che è caduta e si è spezzata. «Ma anche in questo caso -ha minimizzato Giovanna Ceccarelli - è un lavoro da marmisti». Saranno restaurati anche gli oggetti finiti in frantumi nel celebre bagno blu che sono già stati inventariati.