CAGLIARI Cemento vietato in Sardegna nella fascia dei due chilometri dal mare. Il vincolo, deciso dalla giunta regionale guidata da Renato Soru, ora è legge (la prima varata dall'assemblea sarda in questa legislatura). Anche il Tar, respingendo il ricorso di tre comuni e di un'immobiliare che contestavano la validità del cosiddetto «decreto salvacoste» ha ritenuto legittima la misura di salvaguardia adottata lo scorso 10 agosto dall'esecutivo regionale e tra l'altro prevista dall'attuale legge regionale urbanistica, escludendo «il danno irreparabile» invocato dai ricorrenti. E' la vittoria del presidente della Regione che appena insediatosi ha voluto compiere una rigorosa scelta di campo nel settore dell'urbanistica, dopo la bocciatura dei tredici piani paesistici sardi che aveva provocato un lungo e pericoloso vuoto legislativo. «Se non azzeriamo la situazione per predisporre un unico strumento di pianificazione valido per la Sardegna aveva sostenuto Soru l'isola rischia di essere cementificata in maniera selvaggia. Questa è una misura che tutelerà la Sardegna e i sardi per i prossimi cinquecento anni». Se la maggioranza di centrosinistra gongola, l'opposizione di centrodestra invece incassa una sconfitta non prevista. E non a caso l'expresidente della Regione Mauro Pili annuncia «una massiccia mobilitazione contro questa legge che favorirà la speculazione edilizia e impoverirà la Sardegna. Ricorreremo alla Corte costituzionale». La minoranza ha provato inmille modi a contrastare il varo della legge tenendo impegnato il Consiglio regionale per quasi un mese, con sedute notturne anche di sabato e domenica. La presentazione di quasi 2500 emendamenti aveva lo scopo di dilatare il più possibile nel tempo la votazione sui dieci articoli della legge, con la certezza che il tribunale amministrativo regionale avrebbe poi bloccato il provvedimento della giunta. I ricorsi presentati dalle amministrazioni di centrodestra di Alghero, Arzachena e Olbia (i maggiori centri turistici dell'isola) e dalla società immobiliare «Pentagono Sardegna» sono stati invece respinti. Il Tar ha ritenuto che il provvedimento della giunta rispondesse a «comprovati motivi di urgenza, individuati nell'illegittimo protrarsi di una situazione di inerzia» che avrebbe potuto «aggravare il pericolo di un pregiudizio irreparabile di un bene pubblico da tutelare in assenza del potere di pianificazione in materia paesaggistica». Il Tar ha anche considerato congruo il limite fissato dalla delibera perché la Regione si doti della necessaria normativa paesaggistica. La maggioranza di Renato Soru infatti si è data un anno di tempo per il varo di un unico piano regionale.
Sardegna, passa la legge salvacoste, niente case entro 2 chilometri da riva
La giunta regionale della Sardegna, guidata da Renato Soru, ha deciso di vietare il cemento in Sardegna entro i due chilometri dal mare. Il provvedimento, che era stato respinto dai comuni e da un'immobiliare, è stato confermato dal Tar. La legge è stata varata lo scorso 10 agosto e previene il danno irreparabile al bene pubblico. La Regione si è data un anno di tempo per il varo di un unico piano regionale paesaggistico. L'opposizione di centrodestra ha reagito con una massiccia mobilitazione contro la legge, che favorirà la speculazione edilizia e impoverirà la Sardegna.
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