POZZUOLI. Dopo il ritrovamento avvenuto un mese fa del mausoleo del II secolo dopo Cristo sepolto sotto cumuli di spazzatura, ieri mattina i finanzieri di Pozzuoli (capitano Michele Ciarla) hanno scoperto e sequestrato un altro pezzo di antichità trafugato: due anfore del I secolo dopo Cristo, ancora integre e perfettamente conservate, sono state trovate nel corso di una perquisizione domiciliare nell'abitazione di M.C., 64enne incensurata proprietaria del fondo agricolo a Torre Poerio, dove fu rinvenuto il mausoleo. «Dopo quell'operazione abbiamo proseguito le indagini su delega della procura - spiega il capitano Ciarla - e dato esecuzione ad alcuni decreti di perquisizione domiciliare, nel corso dei quali abbiamo ritrovato queste due anfore di epoca romana, perfettamente conservate ed integre. Una scoperta importante dal punto di vista archeologico e per questo abbiamo denunciato di nuovo la 64enne con l'accusa di detenzione illecita di beni archeologici». Le anfore, alte quasi un metro, sono state rinvenute in un pozzo luce dell'abitazione di M.C., alla periferia di Pozzuoli. Secondo quanto hanno potuto constatare i tecnici e gli archeologi della soprintendenza e dell'ufficio beni culturali di Pozzuoli, «sulle due anfore sono ancora ben visibili le incrostazioni calcaree da microrganismi di origine marina». Circostanza, quest'ultima, che non lascia adito a dubbi: i reperti provengono da un relitto romano inabissatosi in mare poco meno di duemila anni fa, orci imbarcato su una triremi per trasportare il vino flegreo verso Roma. I beni ritrovati ieri, dunque, non provengono dalla zona del mausoleo. Come i' entrata in possesso di quei preziosi reperti la padrona di casa? «Nei prossimi giorni ascolteremo la signora per capire la provenienza di quelle re - sottolinea il capitano Ciarla - è una indagine ancora aperta e non possiamo escludere al momento alcuna ipotesi».